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TRACCE,
edizione on line , giugno 2009
ASSOCIAZIONE
RIVELA. L’incontro avviene anche nelle sagre di paese
di Francesca Mortaro
03/06/2009
É il 2001. Alcuni
amici tornano dal Meeting e vogliono raccontare a tutti la bellezza
che hanno visto. Ma come fare? Prendono una mostra e la espongono
alla festa del paese, poi in quello vicino e la voce si sparge in
tutto il Veneto...
Laura sta spiegando la
mostra di Duccio di Buoninsegna. Un gruppo di bambini, accompagnati
dalle loro maestre e da alcune mamme, ascolta in silenzio. «Finita
la spiegazione i bimbi corrono fuori a giocare», racconta Laura. «Mi
ferma la mamma di una di loro. Iniziamo a parlare. Mi dice di essere
rimasta molto colpita da come io ho spiegato la mostra. Poi inizia a
raccontare di sè. È brasiliana, da poco in Italia. Non ha molti
amici, nessuno con cui condividere la fede cattolica. Deve ancora
fare la Cresima, ma non sa a chi rivolgersi. All’improvviso smette
di parlare. Guarda per terra. Io capisco che ha ancora qualcosa da
dire. Poi riprende:“Mi accompagni tu nella preparazione alla
Cresima? Non ho mai incontrato nessuno interessato alle cose e alle
persone come te”». Laura rimane in silenzio e pensa a quanto è
inadeguata. «Ho detto di sì. Le ho semplicemente offerto la mia
amicizia. Ora ogni volta che spiego una mostra ho nella coda
dell’occhio quell’incontro. Dio usa della nostra pochezza per
arrivare dove non ci immaginiamo».
L’associazione Rivela porta varie mostre itineranti nelle feste di
paese di tutta la provincia di Verona e in altre città del Veneto.
Tutto comincia nel 2002 quando alcuni amici, mossi dal desiderio di
diffondere la bellezza e la verità vissuta al Meeting di Rimini, si
mettono assieme e allestiscono, nei Comuni in cui risiedono, la
mostra su San Benedetto. L’anno successivo aderiscono all’iniziativa
9 paesi, nel 2004 sono in 23 e il numero cresce di anno in anno. Nel
2006 sono in 26, nel 2007/2008 in 30 e nel 2009 si prospetta un
aumento fino a oltre 40. L’associazione garantisce, a sue spese,
tutto il materiale occorrente e un corso di formazione per le guide
in collaborazione con il Meeting. In questo modo i prezzi del
noleggio vengono dimezzati ed è più agevole proporre quest’iniziativa
ai comuni o ai vari enti locali. «Sono coinvolte persone di tutti i
tipi: da chi è impegnato nell’allestimento, a chi fa le visite
guidate, fino a chi cura il banchetto libri»; spiega Ermanno Benetti,
presidente di Rivela: «Le mostre sono l’ occasione di incontro con
molta gente che, aggirandosi tra un piatto di risotto e una
bicchiere di vino, rimane colpita dalla bellezza che vede. Ci fanno
tante domande, vogliono saperne di più: da dove veniamo, chi siamo,
perché proponiamo un’iniziativa del genere». Gabriella che, dopo
aver fatto, per la prima volta, da guida a una mostra, dice
commossa: «Sono molto stupita da quello che fate. Mi dispiace di non
avervi incontrato prima». Ora ha deciso di iniziare la Scuola di
comunità per non perdere quello che ha visto.
Negli ultimi anni, dato il numero degli aderenti, Rivela si fa
carico del noleggio di tre mostre che, da maggio e settembre,
percorrono tutto il Veneto. «È sorprendente: tutto ciò che accade
durante l’anno va oltre ciò che noi programmiamo», spiega Michele
Marras, uno dei soci. «Un giorno ci chiama il rappresentante
comunale della zona San Giacomo, alle porte di Verona. Ha sentito
parlare di noi e vuole che anche gli abitanti del suo quartiere
possano godere di una tale bellezza. Noi non abbiamo guide in quella
zona, ma le raccoglie lui: parenti, amici, conoscenti chiunque sia
interessato è ben accetto. Ogni anno ci richiama perché “quello che
portate deve arrivare a tutti”». Anche a Chievo si muove qualcosa.
Racconta Alessandra: «È da molti anni che faccio la guida. Ho
incontrato tanta gente e il rapporto non si è fermato a delle
semplici domande culturali, ma molti miei compaesani hanno iniziato
a venire a trovarmi nel negozio di mia proprietà che si trova nella
piazza del paese, per una chiacchierata, un caffè, perché vogliono
compagnia. Si è creato, con alcuni di loro, un gruppetto di Scuola
di comunità».
Quest’esperienza arriva anche dietro le sbarre nella Casa
Circondariale di Verona a Montorio. Due anni fa è stata presentata
“Storia della Salvezza nei Mosaici di S. Marco” e il 26 gennaio
scorso l’esperienza si è ripetuta con “Figlia del Tuo Figlio – La
Maestà di Duccio di Buoninsegna a Siena”. «Il gruppetto di carcerati
di quest’anno era formato da otto persone, di diversa età, che ci
stavano aspettando da un’ora, con pazienza e interesse», racconta
Renata Semizzi che ha spiegato la mostra ai carcerati. «Hanno
seguito concentrati. Il clima era molto disteso, la lezione si è
svolta con commenti, battute e osservazioni…Alla fine tutti ci hanno
stretto la mano, ringraziandoci. Uno di loro ci ha salutato dicendo:
“L’anno prossimo, io ci sono sicuro. Mi prenoto già da adesso. Vi
aspetto”». Cosa vi spinge a fare, tutti gli anni, la fatica di
allestire queste mostre in giro per la provincia e per di più
gratis? Ermanno abbassa lo sguardo. Ci pensa. Poi rialza la testa e
mi guarda negli occhi commosso: «La Gloria di Cristo». |