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20
Agosto 2007.
COMUNICATO
STAMPA Meeting 2007
UN CANTIERE DELLA CULTURA LUNGO
TUTTO L’ANNO: LE MOSTRE DEL MEETING
Le diverse esperienze vissute nel
“portare il Meeting a casa” il tema centrale dell’incontro
svoltosi stamattina in Sala Mimosa B6, cui hanno partecipato
Carmelo Simone, Amministratore Delegato di International
Exhibition Service, Ermanno Benetti, Associazione Rivela di
Verona, Eolo Bullo, Responsabile dell’Associazione Il Fondaco di
Chioggia, Enrico Valvo, Responsabile dell’Associazione Medicina
& Persona di Siracusa, Andrea Zucchi, Presidente Spazio
Service scarl di Piacenza e Alberto Savorana, Direttore di Tracce.
In apertura dell’incontro, Simone ha raccontato come la sua
società, costituita sette anni fa per facilitare la diffusione
delle mostre del Meeting, abbia fatto passi importanti, tanto da
occuparsi anche della formazione delle guide, oltre che degli
allestimenti o della redazione di mostre non presenti nei
padiglioni della fiera riminese. L’obiettivo dell’incontro, ha
concluso, prima di passare la parola ai relatori, è quello di
condividere con tutti questo know-how.
“L’associazione cui appartengo”, ha detto invece Benetti,
“è nata da un motivo molto semplice. Poiché durante le varie
feste e sagre che si svolgono nel territorio della provincia di
Verona e in quello di province limitrofe venivano proposte mostre,
in molti amici è nato il desiderio di proporre la bellezza delle
mostre visitate al Meeting”. Le difficoltà maggiori per una
piccola realtà riguardavano però i costi di allestimento: da qui
l’idea, mostratasi vincente, di coinvolgerne altre, in modo da
allungare i tempi di esposizione e ottimizzare i costi.
L’associazione Rivela al momento offre diversi servizi:
formazione di guide, banco libri, ricerca di sponsor, oltre a un
book in cui è illustrato tutto quanto occorre per la
realizzazione dell’evento e un giornale (“Rivela”) in cui
vengono raccontate le esperienze belle vissute nel proporre le
mostre. Col tempo, guardando a tutti coloro che negli anni si sono
coinvolti con le nostre iniziative, abbiamo percepito che le
mostre sono uno strumento immediato per comunicare e testimoniare
la bellezza che abbiamo incontrato.
Dal canto suo Bullo, presentando la sua associazione, ha tenuto a
precisare che il desiderio più vero era quello di rivivere lo
spirito del “Fondaco” (un deposito di merci e quindi un luogo
di incontro e dialogo). Fin dalla prima mostra, realizzata nel
2004, sono stati coinvolti gli alunni delle scuole medie superiori
della città, sia come visitatori che come guide, e col tempo è
sempre sorprendente vedere i ragazzi contenti di guidare i loro
coetanei. “Il nostro compito – ha concluso – è di essere
non semplici ripetitori di quello che accade al Meeting, ma sempre
più una presenza nella nostra città”
Sulla scia di Bullo, anche l’intervento di Valvo, che ha parlato
dell’esperienza che normalmente vive in ambito sanitario a
Siracusa. L’associazione Medicina & Persona di Siracusa fin
dalla sua istituzione avvenuta quattro anni fa, “ha inteso
svolgere un ruolo costruttivo rispetto alla realtà del lavoro ed
essere strumento di valorizzazione delle risorse umane, delle
intelligenze e delle professionalità esistenti”, in uno
scenario in piena crisi. Determinante in questo, ha proseguito, è
stata la compagnia offertaci da alcuni amici del direttivo
nazionale dell’associazione, che ci hanno aiutato
nell’organizzazione e nel giudizio di tutte le iniziative che
abbiamo sviluppato, come la mostra su “San Giuseppe Moscati” e
quella su “Il Bene e il Bello”, che per la scelta di
allestirla presso il salone di ingresso del nostro ospedale è
risultata essere un evento molto seguito e apprezzato da colleghi
e visitatori. L’occasione più interessante però è stata la
mostra “Curare e guarire – occhio artistico e occhio
clinico”, in cui è stato da tutti percepita l’esistenza di un
filo conduttore che sembra dire che di fronte alla drammaticità
della condizione della malattia, l’uomo sa documentare la
presenza di una positività: l’incontro medico-paziente, un fare
compagnia all’essere sofferente. Quando una provocazione suscita
interesse, tutto diventa più semplice, anche la ricerca di
sponsor o la risoluzione di problemi logistici. Ultimamente, ha
concluso Valvo, è risultato ancora evidente che l’incontro con
persone significative offre una ragione più compiuta al gravoso
compito di curare il malato e rende più ragionevole ed
affascinante il nostro lavoro quotidiano.
Il motivo per cui si ripropongono le mostre del Meeting, ha detto
invece Zucchi, riguarda essenzialmente il fatto che sono
scientificamente ineccepibili e didatticamente valide. I valori
che esse propongono in realtà aprono il dibattito, non lo
chiudono. Il nostro team, ha proseguito, anche se nasce da
esperienze di tipo commerciale è fortemente impegnato in quello
che è definito il “marketing del no profit”. Il nostro
compito è quello di offrire assistenza completa (prenotazione,
offerta dei contenuti, materiale, documentazione, inaugurazione,
ecc.) a quanti intendono partecipare ad un evento. Abbiamo col
tempo sperimentato che il metodo più efficiente per proporre gli
eventi è il “passaparola” rivolto ai responsabili di gruppi
organizzati (insegnati).
Savorana, in chiusura dell’incontro, ha espresso il desiderio di
far conoscere tutte queste realtà a quante più persone
possibile, così da poter provocare un terremoto buono in una
realtà che subisce il deficit dell’indifferenza rispetto al
bello al vero e al giusto. Queste esperienze dilatano
l’esperienza del Meeting in tutto il mondo. Savorana ha poi
accostato le esperienze raccontate al lavoro che svolgevano i
monaci benedettini, che col loro semplice ricopiare i testi hanno
consegnato alla storia documenti che altrimenti sarebbero andati
perduti per sempre. È un cantiere che cresce, ha continuato, e
quell’inizio timido rende bello ed entusiasmante il lavoro di
chi si assume la responsabilità di educare in un deserto di
proposte. Questi tentativi, ha concluso, sono la possibilità del
diffondersi di una nuova cultura.
Rimini, 20 agosto 2007
sito
meeting
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