Nel
2012 Rivela proporrà 3 mostre itineranti da aprile a novembre:
"Michelangelo “Gli occhi miei
vaghi delle cose belle e l’alma insieme della sua salute…” - "Il
sugo della storia.
Rileggendo i Promessi Sposi" - "Edith Stein. Una vita per la verità".
Nel mese di marzo 2012 verrà
esposta la mostra " Cor ad cor loquitur. La certezza di
Newman, coscienza e realtà" per
la città di Verona in collaborazione con la Diocesi di Verona
e il Comune di Verona.
Chi fosse interessato ad esporre una mostra contatti Rivela a
rivela@rivela.org
Michelangelo “Gli occhi miei
vaghi delle cose belle e l’alma insieme della sua salute…”
La mostra ripercorre la vita e la produzione artistica di
Michelangelo, tenendo come punto di vista privilegiato il
rapporto tra i disegni preparatori e le opere compiute. Si può
così osservare il procedimento inventivo di un artista che ha
sempre concepito il suo essere scultore, pittore e architetto
come un'esperienza di intuizioni e verifiche continue. La
mostra si articola in sei sezioni dove vengono affrontati
disegni e opere finite, dalle quali emerge una personalità che
sa mettersi in discussione, che disegna immaginando la materia
e la tecnica dell'esecuzione finale, che lascia generare
figure da forme architettoniche e viceversa, che passa da una
concezione prevalentemente plastica a soluzioni luministiche.
Le sezioni sono introdotte da brevi profili biografici
affiancati a ricostruzioni storiche e culturali, e sono
concluse da alcune Rime e passi del carteggio
michelangiolesco.
Il sugo della storia.
Rileggendo i Promessi Sposi
Questa mostra è dedicata a ciò
che l’intreccio dei Promessi Sposi nasconde: un mondo intero
fatto di realismo e ironia, comicità e tragedia, eroismo e
meschinità, che muovono tanto al riso quanto alla commozione.
A parlare non sarà l’ennesima rilettura critica del romanzo ma
il romanzo stesso, il suo testo, il suo racconto. Non c’è
nulla da dimostrare ideologicamente né alcuna posizione da
difendere a priori. C’è, e tanto basta, un grande romanzo da
rileggere. A un numero contenuto di pannelli è affidato la
ricostruzione della vicenda dei Promessi Sposi, segnalando i
passi più belli e importanti, con brevi commenti e immagini.
La rassegna dei personaggi e delle loro traversie sarà
attraversata da alcuni approfondimenti sul tema della
Provvidenza, che compare ora negletta e osteggiata, ora
furtiva e sommessa, ora trionfante e perfino ostentata nel bel
paesaggio lombardo solcato da “Quel ramo del lago di Como”.
Edith Stein.
Una vita per la verità
La mostra è dedicata a Suor Teresa Benedetta della Croce, più
nota con il nome d’origine, Edith Stein. Nata a Breslavia, da
famiglia ebraica, nel 1891, a poco più di vent’anni era già
nota negli ambienti culturali tedeschi come assistente del
filosofo Husserl, fondatore della fenomenologia. Convertita al
cattolicesimo, si segnalò per un forte impegno culturale e per
l’apostolato laico sui temi della attualità, come quello della
questione femminile, da lei affrontata alla luce della
filosofia cristiana. L’incontro definitivo con il
cattolicesimo avvenne leggendo l’autobiografia di S. Teresa d’Avila.
Dopo dieci anni d’intenso apostolato l’avvento del nazismo la
portò nel Carmelo, compimento dell’offerta totale di sé, fino
all’ultimo sacrificio, accettato e offerto, nell’orrore del
lager. La mostra è stata curata da Padre Antonio Sangalli in
collaborazione con il Carmelo di Colonia, che conserva il più
documentato archivio su Edith Stein.
Cor ad cor loquitur. La certezza di Newman, coscienza e
realtà
Raccogliendo la provocazione di Benedetto XVI, che nel suo
viaggio in Inghilterra ha indicato il beato Newman come figura
a cui guardare, soprattutto per la sua modernità, la mostra ne
ripercorrerà il cammino della vita attraverso le tre
conversioni che l’hanno caratterizzata, proponendo un percorso
biografico e tematico, da cui emergerà come la coscienza sia
stata la forza motrice di tutto il suo cammino verso la
certezza della verità (ex umbris et imaginibus in veritatem,
fece scrivere sul suo epitaffio) e come tale cammino abbia
caratterizzato anche il suo essere educatore e amante della
bellezza. La prima conversione è la scoperta che Dio e l’anima
sono reali, e che la presenza di Dio può essere percepita con
la stessa concretezza e certezza con cui si percepiscono le
realtà esteriori, gli oggetti della vita comune, i volti degli
amici. Per il giovane Newman è una rivoluzione copernicana:
egli realizza che ciò che veramente conta nella vita non è la
realtà afferrabile ma l’evidente presenza della persona di
Dio, così che tutta l’esistenza diventa un dialogo tra il
cuore dell’uomo e il cuore di Dio. La seconda conversione
porta alla consapevolezza che la fede non si esaurisce in
un'esperienza di dialogo intimistico con Dio ma diventa
intelligenza della realtà. Una fede che non è radicata nel
reale, che non cambia i criteri con cui l’uomo si rapporta con
il mondo, è in fondo un'illusione e non è all’altezza di
rispondere ai desideri profondi dell'uomo. Da qui
l’instancabile battaglia di Newman contro il dualismo tra
“cose” e “parole” e la sorpresa che il vero dialogo tra l'uomo
e Dio si apre al dialogo con gli altri uomini, con i cuori
degli uomini. Infine la conversione al Cattolicesimo. È la
scoperta che Dio ha deciso di “intromettersi negli affari
umani” creando un luogo reale della sua presenza che è la
Chiesa Cattolica. In questo corpo vivo, la persona di Cristo
diventa tangibile: è presente nella comunione tra i fratelli
di fede, risplende nella santità della loro vita, si lascia
toccare nei sacramenti. Nella comunione della Chiesa il
dialogo con il cuore di Dio viene a coincidere con il dialogo
tra i cuori degli uomini.
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