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domenica
22 agosto 2004 cronaca pag. 11
Da oggi a sabato
nei padiglioni della fiera del capoluogo romagnolo incontri culturali, mostre,
musica e spettacolo
Schiera
veronese al meeting di Rimini
Studenti,
famiglie, volontari, politici e imprenditori al raduno di Comunione e
liberazione
Ci sarà anche una folta schiera di veronesi al venticinquesimo Meeting di
Rimini per l’amicizia fra i popoli, che s’inizia oggi nei padiglioni della
fiera del capoluogo romagnolo e si concluderà sabato. In prima fila a
raggiungere il raduno agostano organizzato da Comunione e liberazione — il
movimento ecclesiale che quest’anno festeggia i 50 anni di vita — c’è
un gruppo di Gioventù studentesca formato da studenti delle scuole medie e
dei primi anni delle superiori, in partenza questa mattina in treno dalla
stazione di Porta Nuova, insieme a genitori e animatori.
I giessini raggiungeranno le centinaia di veronesi di tutte le età che
dedicano ogni anno, dal 1980, almeno una giornata al Meeting di Rimini, il
festival estivo di incontri, cultura, musica e spettacolo che attira da tutto
il mondo decine di migliaia di partecipanti. Quest’anno lo slogan è «Il
nostro progresso non consiste nel presumere di essere arrivati, ma nel tendere
continuamente alla meta», un’esortazione ispirata a una lettera di San
Bernardo ai monaci benedettini di Saint Bertin.
Messaggio già letto e declinato anche in chiave politica, non l’unica ma
quella che normalmente fa più notizia se agganciata al meeting. E così,
parlando di progresso, si arriverà a toccare il tema delle riforme, su cui
Cl, come ha detto il suo leader laico Giancarlo Cesana, chiede coraggio e
proposte da parte di tutte le forze sociali e politiche e sindacali,
soprattutto su welfare, scuola e pensioni.
Lo slogan ha convocato centinaia di veronesi di tutta la provincia. Ci sono
decine di volontari che per tutta la settimana lavorano agli stand, con varie
mansioni, pagandosi vitto e alloggio in albergo. A parte un piccolo nucleo di
sette persone al lavoro a tempo pieno tutto l’anno alla sua preparazione, il
festival riminese viene infatti organizzato, allestito, gestito e poi smontato
con il lavoro di oltre 2.000 volontari provenienti dall’Italia e da 10 Paesi
di ogni continente.
Una quarantina di studenti veronesi inoltre, con i loro insegnanti, resterà a
Rimini per tutta la settimana per partecipare alle varie rassegne. Un altro
gruppo scaligero di Gioventù studentesca partirà giovedì, in pullman.
Il giorno prima, mercoledì, partirà in pullman un’altra spedizione. È
quella della Compagnia delle Opere di Verona (associazione non lucrativa di
imprese, sia profit che non profit, ispirata ai valori proposti da Cl) che in
collaborazione con le altre sedi venete ha organizzato al meeting una speciale
«Giornata dei veneti», invitando esponenti del mondo imprenditoriale e anche
politico - amministrativo veronese (dei vari schieramenti politici), per una
visita ai padiglioni e per partecipare a una tavola rotonda sul tema «Dal
’’fuori mercato’’ all’innovazione: il fare italiano tra glocal e
global, dove inizia l’innovazione delle arti e dei mestieri?», sulla scia
del messaggio del Patriarca di Venezia Angelo Scola. Modererà il veronese
Gian Andrea Chiavegatti, avvocato, presidente del Consorzio universitario di
Verona e dell’Associazione nazionale consorzi universitari. Tra i relatori
Roberto Bianconi, di Verona, presidente di Progetto Marmo Consorzio Marmi del
Veneto. Hanno già aderito all’invito il vicepresidente del Consiglio
regionale, Angelo Fiorin e alcuni imprenditori.
Proprio la Compagnia delle Opere di Verona ha da poco concluso il percorso per
creare la Fondazione per l’innovazione delle arti e dei mestieri, un
progetto culturale nato dall’esigenza di formare nuove figure per rilanciare
il sistema impresa italiano e che avrà nell’Officina contemporanea un
centro di ricerca e di formazione. Sempre mercoledì Verona sarà protagonista
al meeting in un incontro sul valore della famiglia, introdotto da Marco
Mazzi, veronese, presidente dell’Associazione «Famiglie per l’accoglienza»,
a cui interverrà don Julian Carron, 54 anni, spagnolo, da poco chiamato da
don Giussani ad affiancarlo alla guida di Cl. Hanno sede a Verona, inoltre,
l’agenzia di stampa Orao news, che curerà il servizio di rassegna stampa
durante i giorni del meeting, e l’associazione Rivela, che affitta le mostre
allestite per la prima volta a Rimini e poi le porta in giro per l’Italia
durante il resto dell’anno.
«Lo slogan di quest’anno ci fa capire che il cammino per ciascuno di noi
non è mai compiuto del tutto e che siamo continuamente provocati
dall’incontro con una fede viva, che ci apre strade infinite su cui
incontrare tutti, verificando così che questa esperienza di fede è sempre
segnata dalla novità». Chi parla è Francesco Rossignoli, membro della
Fraternità di Comunione e Liberazione di Verona.
La Fraternità (riconosciuta dal Pontificio istituto per i laici nel 1982) è
il livello adulto del movimento ecclesiale di Cl, nato 50 anni fa a Milano
dall’esperienza di don Luigi Giussani a contatto con gli studenti delle
scuole superiori e poi delle università. A Verona Cl muove i primi passi nel
1971 e oggi è diffusa in città e in molti paesi della provincia. Ventidue
anni fa si forma invece la Fraternità, che ha un segretario diocesano,
Francesco Begnini, e un assistente spirituale nominato dal vescovo, don
Gaetano Tortella. I membri della Fraternità si riuniscono in preghiera tutti
i martedì sera, in cattedrale, e poi partecipano alla Scuola di comunità, un
momento periodico di formazione sugli scritti di don Giussani attorno a tre
filoni: cultura, carità e missione.
«La Fraternità è composta da gruppi di adulti, liberamente formati, che si
incontrano per richiamare la propria vita cristiana secondo il carisma di don
Giussani», spiega ancora Rossignoli. Di carisma giussaniano si era parlato
anche qualche mese fa, alla Gran Guardia, in un dibattito sull’ultimo libro
di don Giussani, «Perché la Chiesa», a cui erano intervenuti come relatori
il presidente del Banco Popolare di Verona e Novara, Carlo Fratta Pasini,
l’allora rettore dell’università e oggi presidente della Provincia, Elio
Mosele, e Luigi Negri, docente universitario, uno dei primi allievi di
Giussani. «Questo carisma consiste nel considerare Cristo centro del mondo e
della storia, quindi non un’idea ma un fatto che incontra ciascun uomo e gli
cambia la vita e la mentalità», aveva detto don Tortella all’epoca della
presentazione del libro. Il discorso continuerà a Rimini.
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