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APPROFONDIMENTI
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Meeting
di Rimini per l’amicizia tra i popoli
Nato nel
1980, il Meeting di Rimini è una manifestazione culturale che,
ogni anno, propone un numero ed una varietà di eventi molto
elevata: cultura, musica, spettacolo e sport con un linguaggio
diversificato e adatto sia agli adulti che ai bambini.
Tra le attività
in programma ci sono incontri, conferenze e testimonianze che
spaziano tra diverse tematiche: dall’attualità alla politica,
dalla letteratura all’arte, dalla storia alla scienza, e alle
quali partecipano autori, artisti e relatori da tutto il mondo.
Uno spazio notevole è dedicato alle mostre che, presenti con una
media di quindici per edizione, si sono rivelate un efficace mezzo
di comunicazione. Anche in questo caso gli argomenti proposti sono
molti: fotografia, scienza, letteratura, storia e molto altro. Non
mancano, inoltre, esposizioni di artisti moderni e contemporanei
di fama internazionale.
Un rilevante
indice di interesse e di apprezzamento è il numero delle presenze
che, nel corso degli anni, sono aumentate progressivamente; il
numero si aggira sulla media di 8-10 mila persone al giorno, con
punte anche ben oltre le 10 mila.
Tutto ciò è
ispirato alla visione del mondo cattolica, frutto
dell’iniziativa di persone che vivono l’esperienza cristiana
attraverso il Movimento di Comunione e Liberazione. Il Meeting,
quindi, è molto più di un evento culturale, è un luogo dove la
fede cristiana “grida a tutto il mondo la passione per l’umano
che le è propria”. Lo stesso Giovanni Paolo II,
nell’occasione del suo intervento al Meeting del 1982, disse: «Come
ho saputo, esso è nato dalla passione di comunicare, di creatività,
di dialogo che la fede cristiana, vissuta integralmente, sempre
porta con sé. Sì, la fede vissuta come riverbero ed in continuità
con quei primi incontri che il Vangelo documenta, la fede vissuta
come certezza e domanda della presenza di Cristo dentro ogni
situazione ed occasione della vita, che rende capaci di creare
nuove forme di vita per l’uomo, rende desiderosi di comunicare e
di conoscere, di incontrare e di valorizzare». Segno di questa
fede feconda è la presenza, oltre al piccolo nucleo di persone
che lavora tutto l’anno, di oltre duemila volontari, provenienti
dall’Italia e da altri dieci Paesi di ogni continente nel mondo,
che organizzano, allestiscono, gestiscono e smontano, l’intera
manifestazione.
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Associazione
Rivela
L’Associazione
Rivela, venuta alla luce nel 2002, è un ente non a scopo di lucro
nato dal desiderio di curare lo spazio culturale all’interno di
manifestazioni locali della provincia di Verona attraverso la
proposizione di mostre itineranti che tocchino svariati ambiti
dell’impegno umano con la vita. Dopo tre anni, con il gruppo
iniziale ha iniziato a collaborare un numero sempre più grande di
persone, con vari incarichi. Infatti, l’attività
dell’associazione non riguarda solamente il momento
“propositivo”, di spiegazione dei contenuti della mostra, ma
anche l’allestimento delle strutture necessarie ed il loro
trasporto. Questo è il motivo per cui all’evento costituito da
ogni mostra, si trovano al lavorare assieme le categorie di
persone più disparate: dall’autista del furgone
all’elettricista che cura l’illuminazione dei pannelli, dalla
guida che espone ai visitatori i contenuti fino all’addetto del
banco libri. Tutti dedicano il loro tempo gratuitamente.
Finora,
gli argomenti proposti sono stati i seguenti: per il 2003 una
mostra intitolata “Viva Cristo Re!”, sulle persecuzioni che
subirono i cristiani messicani nel secolo scorso, mentre, per il
2004, le mostre “San Benedetto, una tradizione vivente e Fatima:
nel cuore della storia” hanno raccontato, la prima, le linee
essenziali della civiltà nata con l’opera del fondatore del
monachesimo occidentale mentre, la seconda, le apparizioni di
Fatima contestualizzate all’interno degli avvenimenti storici
del XX secolo. Sempre dello scorso anno è l’allestimento,
durante la Sagra di Chievo, della mostra “L’avvenimento
secondo Giotto”, una riproduzione fotografica della Cappella
degli Scrovegni di Padova.
Il
riscontro dal punto di vista dei visitatori ha avuto un andamento
crescente ed ogni anno il numero delle persone che visitano le
mostre è nell’ordine delle migliaia. I paesi della provincia di
Verona che hanno ospitato gli eventi sono stati nove nel 2003 e
ventitré nel 2004. Sono stati interessati anche i territori di
Treviso, con un’esposizione nei locali del Centro Culturale C.
Peguy e Venezia. Fra gli allestimenti da ricordare, va citato
quello all’Università degli Studi di Verona e quello,
splendido, all’interno della cripta della chiesa di Santa Maria
in Organo.
Quest’anno
i paesi interessati dalle due mostre in programma (vedi calendario
in ultima pagina, ndr) saranno ventisei, mentre Poiano ospiterà
un’altra mostra, intitolata “San Paolo e la sua missione ad
gentes”.
Tutte
le mostre allestite da Rivela vengono precedentemente esposte nel
corso del “Meeting per l’amicizia fra i popoli” che si
tiene, ogni anno, a Rimini.
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La
libertà è il bene più grande che i cieli abbiano donato agli
uomini
Ogni anno, il Meeting propone un tema
particolare che fa da cornice a tutti gli eventi in programma.
“La libertà è il bene più grande che i cieli abbiano donato
agli uomini” è il titolo di quest’anno e prende spunto da una
frase che Don Chisciotte dice al suo fedele scudiero Sancho Panza.
Viene, quindi, messa a tema la libertà, che è da sempre uno dei
grandi problemi dell’uomo. Il suo concetto ed il suo valore sono
stati oggetto di mille riflessioni e mille definizioni, tra le
quali ricordiamo quella dell’uomo moderno, per il quale essere
libero significa fare ciò che si vuole. Ma, è davvero così?
L’esperienza stessa ci dimostra il contrario: ad ogni desiderio
appagato, ne segue un altro e poi un altro ancora. Cos’è,
allora, la libertà? La risposta la possiamo intuire già dal
titolo. Infatti, si può notare che lo stesso Don Chisciotte la
definisce “un dono dei cieli”, quindi, una grazia di Dio.
Libertà garantita, perciò, da un rapporto che va oltre il limite
dell’uomo, garantita da un rapporto con Dio.
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Il
meeting “in mostra”
C’erano
una volta le mostre, che il Meeting organizzava annualmente
durante la settimana della manifestazione. Oggi c’è anche la
IES, International Exhibition Service, una piccola società che
gestisce questo patrimonio ed offre la possibilità di noleggiare
(ed in certi casi acquistare) in tutto il mondo le mostre del
Meeting, fino a proporre veri e propri eventi culturali, con la
presenza di curatori e personalità.
«L’idea è nata
dalle continue richieste, da parte di coloro che partecipavano al
Meeting, di portare le mostre a casa propria o “in giro”»,
racconta Carmelo Simone, Amministratore Delegato della IES dal
1999. «All’inizio, nessuno di noi si azzardava a pensare ad una
società vera e propria. (Continua a pag 10)
Io lavoravo come
volontario al Meeting, quando, un giorno, mi chiama il direttore,
Sandro Ricci. Credevo di avere combinato qualche guaio ed, invece,
lui mi propone questo nuovo lavoro: portare le mostre in giro per
il mondo. Le richieste arrivano da università, scuole, centri
culturali, parrocchie, enti pubblici o privati, singole persone
interessate. Dapprima abbiamo fatto un piccolo catalogo, poi ci
siamo accorti che la cosa era interessante e che valeva la pena
promuoverla, per farla conoscere il più possibile».
La società nasce
formalmente nel 2001: oggi gestisce ben 70 mostre celebrative,
storiche, scientifiche e riceve ogni anno circa 200 richieste di
noleggio da vari Paesi del mondo.
Venti le mostre
del Meeting in giro per il mondo in questi mesi: “Einstein 1905.
Il genio all’opera”, curata dall’associazione Euresis e
allestita al Meeting 2004, è in assoluto la più richiesta. Nel
2005, “Anno della Fisica” e centenario delle più celebri tesi
del genio di Berna, la mostra passerà anche per Veneto, Toscana,
Abruzzo ed Emilia Romagna, in un tour che partendo da Lisbona
attraverserà tutto lo stivale, da Torino e Milano, fino alla
Puglia e alla Sicilia. L’evento-mostra più importante resta,
comunque, “Dalla terra alle genti. La diffusione del
cristianesimo nei primi secoli”: la grande mostra del Meeting
’96, visitata da oltre 100.000 persone. È stata tradotta in
cinque lingue ed ha girato, fino ad oggi, in venti Paesi del
mondo, dalla Russia al Sud America (Brasile, Cile e Argentina),
dagli Stati Uniti a Taiwan, dall’Europa (Francia, Germania e
Irlanda) all’Africa (Nigeria, Uganda, ecc.).
«Il nostro scopo
- continua Carmelo Simone - è di aiutare tutti a proporre
l’esperienza del Meeting nelle proprie città. L’entusiasmo
con cui le mostre sono accolte e l’attenzione delle persone nel
visitarle, fa passare in secondo piano qualsiasi fatica, anche un
viaggio di 12 ore in mezzo alla neve per trasportare i pannelli».
Il lavoro della
IES non si limita, naturalmente, al mero trasporto delle mostre:
consiste anche nella cura degli allestimenti e
nell’organizzazione di eventi culturali relativi alla mostra. Un
bel lavoro. Per ora, uno scopo la IES l’ha raggiunto: far sì
che l’evento Meeting duri tutto l’anno.
Alessandro
Caprio
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