2003            torna indietro

Il 5 Ottobre 2003 si è concluso il percorso della prima mostra itinerante "Viva Cristo Re! ", una testimonianza storico-sociale sul Messico nel periodo tra gli anni 1926-1929 che metteva in risalto il martirio subito dalla popolazione in un contesto totalitario e di mancanza di libertà religiosa.  Nell'arco di 5 mesi è stata proposta in 9 paesi della provincia di Verona ed ha avuto come canale privilegiato le sagre patronali locali.      E' stata per tutti coloro che hanno partecipato una grande occasione di  testimonianza , di come la fede quando determina la vita di un popolo realizzi l'impossibile.                                                                                                                      Alla presentazione ufficiale, organizzata in collaborazione con il centro di cultura Europea Sant'Adalberto erano presenti il curatore ufficiale della mostra Paolo Gulisano ed il responsabile di meeting-mostre Carmelo Simone.

 

VIVA CRISTO RE! Il martirio del Messico 1926-1929

A cura di Identità Europea -Testi di Paolo Gulisano- Ricerca Iconografica di Adolfo Morganti  

Il Messico è un paese dalla grande storia di fede e di martirio, che unisce ad un presente incerto e difficile un passato tragico e, per molti aspetti, sconosciuto.

La mostra si articola in 40 pannelli che ripercorrono le tappe principali delle vicende messicane degli anni venti, collocandole nel contesto storico che aveva determinato la persecuzione e il martirio dei cristiani, sintetizzando anche gli elementi principali della storia precedente del Paese e i fatti salienti che ne seguirono fino ai giorni nostri, dalla visita di Giovanni Paolo II all’uccisione dell’arcivescovo di Guadalajara pochi anni orsono.

Inizialmente verrà illustrata la peculiare collocazione geografica e storica del Paese nell’ambito del continente americano.

Poi l’arrivo degli spagnoli: non semplicemente come conquista violenta, come vuole la ‘Leggenda Nera’, ma anche l’inizio dell’evangelizzazione. All’origine infatti dell’identità nuova di questo paese, determinata dall’incontro e la fusione del popolo indio con gli spagnoli, c’è l’avvenimento della Fede, reso visibile nell’apparizione della Vergine di Guadalupe, “Patrona del Messico e delle Americhe”.

Nasce così una civiltà fondata sul cristianesimo vissuto, radicato nel popolo, anima della nazione e capace di edificare, a testimonianza di quella fede che ha reso possibile una vita nuova. Ma l’ostilità verso il cristianesimo inizia subito, e nel 1910 scoppia la rivoluzione.

A fronte delle continue violenze negli anni successivi, prende piede un movimento spontaneo di auto-difesa, che pone le ragioni di un popolo contro quelle del potere. Non seguono altri capi se non Cristo Re. Saranno per questo chiamati Cristeros. Anche le donne concorsero a questa epopea, questo nuovo popolo davanti ai plotoni d’esecuzione, gridavano: “Viva Cristo Re!”

La figura simbolo del Messico martire è un gesuita Padre Miguel Augustin Pro, un uomo dal cuore grande e generoso che visse, soffrì e morì per il suo popolo perseguitato.

Nella mostra viene riassunta la vita semplice di Padre Pro, dalle miniere dove era cresciuto fino all’ingresso nella Compagnia di Gesù, agli studi in Europa e il ritorno nel Messico insanguinato. L’opera di Padre Pro era quella di testimoniare Cristo contro ogni pretesa del potere di annullarne ogni forma di presenza nella società. Padre Pro fu condannato senza alcun processo e fucilato nel novembre 1927. Nel 1988 le virtù eroiche del gesuita assassinato vennero riconosciute, e Giovanni Paolo II lo proclamò Beato. Ma Padre Pro non fu il solo: insieme a lui diedero la vita per i propri amici, per la propria Chiesa perseguitata tanti altri uomini, donne, bambini. Il Messico oggi, settant’anni dopo i Cristeros e Padre Pro, è alle prese con nuovi, più raffinati sistemi per vanificare la presenza della Chiesa.

Ma nel “continente della speranza” la Fede non può morire.

Questa mostra è stata realizzata in occasione della manifestazione Meeting per l’amicizia fra i popoli 1999, riferimenti: Dr. Adolfo Morganti e Paolo Gulisano  

immagini  del percorso

Centro Cult.Sant'Adalberto

Cerea

Caselle di Sommacampagna

Corno-San Vito al Mantico

Grezzana

 

© 2005 Associazione Rivela