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L’Arena mercoledì 23 febbraio 2009
VERSO DAMASCO
RASSEGNA. NELLA CHIESA
DI SAN PIETRO IN ARCHIVOLTO UNA MOSTRA ALL'INSEGNA DELLA
SPIRITUALITÀ CON SAN PAOLO
Una mostra
dall'alto valore didattico ed educativo, nata per parlare al cuore
di chiunque e suggerire risposte alle eterne domande dell'uomo sulla
felicità, la fede, il senso profondo del vivere e del morire.
Domande
essenziali per la vita personale e sociale di ogni essere umano,
risposte che danno qualità e verità all'esistenza. È questo il cuore
della mostra dedicata alla vita e all'insegnamento di San Paolo, dal
titolo «Sulla via di Damasco. L'inizio di una vita nuova», allestita
fino a domenica 8 marzo nella chiesetta di San Pietro in Archivolto,
in piazza Duomo.
Un'esposizione
itinerante, promossa dal Servizio nazionale per il progetto
culturale della Chiesa Italiana e da Itaca, società editrice e di
promozione culturale, che ha già toccato una cinquantina di città
italiane e che percorrerà circa 200mila chilometri arrivando fino a
Mosca, in Terrasanta e in America Latina, passando per la Croazia e
Malta.
Sono infatti una
ventina le copie dei grandi pannelli fotografici (con testi previsti
in sei lingue, tra cui anche arabo ed ebraico) in circolazione per
celebrare l'Anno Paolino indetto dal Benedetto XVI per ricordare i
duemila anni dalla nascita del santo. La mostra è stata presentata
sabato nel Salone dei Vescovi in Vescovado, alla presenza di
numerose autorità e di un folto pubblico di veronesi desiderosi di
avvicinarsi in anteprima alla figura di San Paolo, una delle
personalità che hanno dato forma e sostanza alla civiltà
occidentale.
Ma anche un uomo
che ha conosciuto il dramma dell'esistenza, la potenza della
conversione, il fascino della misericordia di Dio. Paolo sapeva
parlare con tutti, era aperto al dialogo e al confronto: tutte
caratteristiche che lo rendono più che mai moderno in un'epoca
segnata dalla multiculturalità.
La grande
partecipazione dei veronesi ha piacevolmente sorpreso non solo
l'ideatore e curatore della mostra, Eugenio Dal Pane, ma lo stesso
vescovo Giuseppe Zenti, appena rientrato dalla Siria, e il vicario
episcopale per la cultura, monsignor Giancarlo Grandis. «Un pubblico
così folto è magnifica espressione di attenzione e sensibilità nei
confronti di San Paolo» ha detto il vescovo, augurandosi che si
diffonda nella diocesi un afflato paolino capace di smuovere le
coscienze.
La mostra è
suddivisa in due sezioni ed è possibile visitarla in gruppo anche
con l'ausilio di una quarantina di guide. La prima, di carattere
archeologico, è riservata ai luoghi della vita e della predicazione
di San Paolo, e trasuda del respiro universale del suo apostolato.
Notevole il ricco
repertorio fotografico tratto dall'archivio dello Studium Biblicum
Franciscanum di Gerusalemme. La seconda sezione è invece incentrata
sull'esperienza umana di Paolo, sulla sua nuova identità scaturita
dall'incontro con Cristo.
Attraverso i
testi tratti dalle lettere e la rappresentazione che di lui hanno
dato grandi artisti come Raffaello, El Greco, Velasquez, Rembrandt o
Reni, il visitatore è guidato in un viaggio di cui si sentirà non
spettatore, ma partecipe diretto di un'avventura le cui parole
chiave sono libertà e vittoria. Basta lasciarsi emozionare dalle
immagini e trasportare dai testi per capire subito che non ci si può
tirare indietro, che San Paolo parla in modo diretto anche a noi
moderni, che il suo inno alla carità rimane un capolavoro di
spiritualità come molti dei suoi scritti.
La mostra a
Verona è organizzata dalla sezione Cultura università sociale della
Diocesi, in collaborazione con centro Sant'Adalberto, Consulta
diocesana delle aggregazioni laicali, Rivela e Fondazione Toniolo,
col patrocinio dell'assessorato alla cultura del Comune. Da lunedì
al sabato 8.30-12.30 e 16-19, domenica 10-12.30 e 16-20. Ingresso
libero. Visite guidate gratuite per scolaresche e gruppi: 347
9660156.
Camilla
Madinelli |