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www.meetingrimini.org

 

Verona, 29 Settembre 2008

SCELTI I TITOLI DELLE MOSTRE ITINERANTI 2009

"Non muoio nemmeno se mi ammazzano". L'avventura umana di Guareschi 

San Paolo. Servo di Cristo Gesù, apostolo per vocazione.

Raffaello e la divina armonia

Chi è interessato ad esporre le mostre può contattare Rivela a questo indirizzo mail: rivela@rivela.org

 

 

 

sabato 30 agosto 2008

Comunicato stampa conclusivo del XXIX Meeting per l’amicizia tra i popoli

Si può vivere così: da protagonisti
Rimini, 30 agosto 2008 - In un’epoca in cui sembra che nulla possa interessare, il Meeting ha mostrato che la gente non parte da discorsi o da idee astratte, ma è colpita da una presenza.
In questo senso il messaggio del Santo Padre è stato il segno di una presenza familiare al popolo del Meeting e ha indicato l’ipotesi di lavoro che ha segnato tutta la settimana: «Il Meeting vuole ribadire che solo Cristo può svelare all’uomo la sua vera dignità e comunicargli l’autentico senso della sua esistenza… Ecco dunque il protagonismo… ci vuole suoi collaboratori per la realizzazione del suo Regno».
Gli incontri del ciclo “Si può vivere così” hanno offerto la testimonianza di persone appassionate alla propria umanità, che nell’incontro cristiano hanno trovato la risposta al bisogno infinito del loro cuore e sono diventate perciò protagoniste: Vicky e Rose tra i malati di AIDS di Kampala, Cleuza e Marcos Zerbini tra i senza terra di San Paolo, padre Aldo Trento ad Asunción, Rosetta Brambilla a Belo Horizonte, suor Elvira e Margherite Barankitse, sono rimasti nella testa e nel cuore della gente, perché testimoniavano una chiarezza di sguardo sulla vita fino al riconoscimento di Cristo come una presenza reale. Il loro dire di sì al Mistero li ha resi protagonisti e questo è all’origine anche del cambiamento sociale che le loro storie hanno documentato. Così la mostra sulle carceri è stata una continua possibilità di incontrare la stessa novità nella presenza fisica dei carcerati che facevano da guida, mostrando un’altrimenti impossibile libertà. Allo stesso modo, nella testimonianza di Eugenio Borgna e Giancarlo Cesana un tema esistenziale come la solitudine è stato affrontato non come questione psicologica, ma come strada alla scoperta dell’originale dipendenza di ogni uomo che apre all’incontro con Qualcuno a cui poter credere.
Gli interventi di personalità della Chiesa, dal cardinale Bagnasco al cardinale Tauran a monsignor Mamberti, fino ai vescovi Pezzi, Fisichella, Negri, Hinder (vicario apostolico d’Arabia Saudita) ha reso evidente che l’apertura verso l’altro nasce dalla coscienza della propria identità e che la fede cattolica mette nelle condizioni ottimali per incontrare chiunque sulla base della comune esperienza elementare, come è accaduto con gli anglicani Hauerwas e Milbank, con gli ortodossi Mescrinov e Polujanov, col buddista Habukawa e con l’ebreo Weiler.
In un momento in cui la situazione internazionale è confusa e carica di tensioni, il Meeting, fedele alla sua storia, è stato il luogo di un dialogo per la pace, i diritti dell’uomo e la convivenza tra i popoli, con personalità internazionali come l’ambasciatore USA Mary Ann Glendon, il segretario della Lega araba Moussa, gli economisti Krueger e Attali.
Quanto alla politica, particolarmente quest’anno in primo piano sono stati i temi - quali federalismo, welfare, sussidiarietà, istruzione – e non il gossip o le schermarglie fra avversari. Più d’uno fra i politici e imprenditori presenti a Rimini si sono sorpresi nel riconoscere che il Meeting reale è cosa del tutto diversa e ben più interessante rispetto a quello troppo spesso rappresentato nei media.
Al Meeting si è rinnovato l’incontro con intellettuali e scrittori che hanno documentato che la cultura non è un fenomeno da accademia, ma nasce all’interno di una appartenenza e si documenta come coscienza critica e sistematica di un’esperienza. Questo hanno testimoniato Aaharon Appelfeld, Michael O’Brien, John Waters e Gianpaolo Pansa, Javier Prades, Enzo Bettiza e Ivanovna Ljudmila Saraskina. Così lo spettacolo inaugurale ha riproposto i Cori da “la Rocca”, capolavoro di T.S. Eliot, con quel drammatico interrogativo - «È la Chiesa che ha abbandonato l’umanità, o è l’umanità cha ha abbandonato la Chiesa?» -, a cui la settimana del Meeting ha cercato di rispondere positivamente con la realtà di 4.000 volontari e di oltre 700.000 presenze, che hanno mostrato la realtà di un popolo per il quale la fede è l’esperienza di una soddisfazione perché corrisponde al bisogno che ogni uomo è, ed è l’inizio di un percorso della conoscenza che fa entrare ogni volta di più nella realtà da protagonisti.

Perciò, dopo il Meeting del desiderio e della libertà, dopo quello della ragione e quello della verità, il titolo del Meeting 2009 - che si svolgerà a Rimini dal 23 al 29 agosto - è: «La conoscenza è sempre un avvenimento».
 

 

 

Febbraio 2008

RIVELA diventa  "marchio registrato". 

 

 

San Vito al Mantico (Bussolengo), 15 Dicembre 2007

Cena di Rivela con le persone partecipanti alle mostre itineranti 2007.

Sabato 15 Dicembre si è svolta la cena a conclusione dell'attività delle mostre 2007. Presenti più di 100 persone da tutta la provincia. Graditissima la presenza del responsabile di Meeting mostre dott. Carmelo Simone, in compagnia delle moglie Maria Lucia, che ha portato il saluto suo e del meeting. La cena è stata una bellissima occasione per raccontarsi le esperienze appena concluse, anticipare i temi delle mostre 2008 e scambiarsi gli auguri di buone feste natalizie. Ringraziamo gli amici della bassa veronese per la buonissima cena. Arrivederci alla prossima cena a fine 2008.

 

 

 

Verona, 27 Settembre 2007

SCELTI I TITOLI DELLE MOSTRE ITINERANTI 2008

Peostre itineranti:

Testimoni della verità nell'Italia in guerra 

Figlia di tuo figlio. La maestà di Duccio di Boninsegna

Massimiliano Kolbe. Patrono del nostro difficile secolo

Un quarta mostra "inaudito Beethoven" sarà organizzata in collaborazione con Associazione Più in una sede cittadina nel mese di Ottobre 2008.

Chi è interessato ad esporre le mostre può contattare Rivela a questo indirizzo mail: rivela@rivela.org

 

 

 

 

 

 

 

Rimini, 25 agosto 2007

TRASCINATI DALL’ATTRATTIVA DELLA VERITÀ

Comunicato stampa conclusivodel XXVIII Meeting per l’amicizia tra i popoli
 

Il Meeting 2007 ha confermato la sua unicità nel panorama internazionale, come ricchezza di incontri e come partecipazione di popolo. Proprio in un momento in cui sembra diventato così arduo suscitare un’attrattiva tra la gente, il Meeting è una proposta che ridesta un interesse della ragione e della libertà.
Gli innumerevoli incontri, le mostre e gli spettacoli hanno dato voce a un’esperienza umana per la quale la ricerca della verità è il contenuto di un percorso entusiasmante e nello stesso tempo drammatico: «Realizzare - come ha detto Benedetto XVI nel saluto durante l’Angelus di domenica 19 agosto - la più profonda vocazione dell’uomo: essere cercatore della verità e perciò cercatore di Dio».
Il Meeting è stato partecipare a un avvenimento che ha consentito di testimoniare la verità, che nella nostra vita ha assunto il volto carnale di un uomo, Gesù di Nazareth, che ha identificato se stesso col vero. Questa è l’origine e il segreto dell’identità culturale del Meeting: 1) la scoperta della fede come criterio nuovo di giudizio e di azione, come significato che mette in rapporto le cose; 2) l’educazione necessaria affinché la “genuina preoccupazione ideale” che don Giussani ha incarnato per tutta la vita sia sempre più comunicata.
Per chi ha partecipato, la sorpresa del Meeting è stata per l’incontro con personalità religiose, con uomini della cultura, della scienza, dell’economia e della politica, desiderosi di percorrere un cammino ragionevole verso la verità. A dispetto di tutta l’onda di scetticismo che rende indifferenti alla realtà, come se non ci fosse nulla in grado di suscitare un attaccamento, e di coloro che giudicano le cose come dagli spalti della loro autosufficienza, le oltre 700.000 presenze che sono state al Meeting hanno incontrato la domanda sulla verità, facendo proprio l’appello ad allargare la ragione lanciato un anno fa a Regensburg.
L’approfondimento del titolo del Meeting - “La verità è il destino per il quale siamo stati fatti” - ha consentito di fare un nuovo passo nella direzione opposta al nichilismo che rende l’uomo sempre più solo e confuso di fronte ai suoi desideri. Come ha detto il cardinale Bertone, «talora si ha come l’impressione che, nel clima di relativismo e di scetticismo che pervade la nostra civiltà, si giunga sino a proclamare una radicale sfiducia nella possibilità di conoscere la verità».
A Rimini si è potuto vedere come l’esistenza, investita dalla verità dell’incontro cristiano, diventa carica di un’immensa certezza, che fa trovare a casa propria con chiunque. Si è reso evidente un interesse reale per la posizione altrui, in un tempo in cui l’indifferenza - mascherata da tolleranza - sembra la misura dei rapporti umani.
Così a Rimini si sono visti ebrei, cattolici e musulmani dialogare in un clima di stima e di rispetto, scienziati e teologi parlare dell’amicizia tra fede e ragione, imprenditori e politici cercare faticosamente la strada al bene comune al di là degli schieramenti, personalità internazionali testimoniare un desiderio di pace, che è il nome della verità nei rapporti tra i popoli. Le sofferenze e le speranze di realtà come il Libano, l’Irlanda del Nord, i Paesi Baschi, il Venezuela, il Burundi, hanno trovato nel Meeting un luogo dove l’altro non è innanzitutto qualcuno da combattere, ma un aiuto a scoprire la verità che corrisponde alle esigenze più profonde del cuore dell’uomo.
Cedere all’attrattiva della verità fa di ogni uomo, anche il più fragile e incoerente, un protagonista nuovo sulla scena della storia.

Per questo, dopo il Meeting del desiderio e della libertà, dopo quello della ragione e quello della verità, il titolo del Meeting 2008 - che si svolgerà a Rimini dal 24 al 30 agosto - è: «O protagonisti o nessuno».

 

 

20 Agosto 2007.RIVELA al Meeting 2007. 

COMUNICATO STAMPA MEETING DI RIMINI

 

Giugno 2007.

RIVELA al Meeting 2007

Rivela è stata invitata al "meeting per l'amicizia fra i popoli"di Rimini 2007 a raccontare la propria esperienza all'interno di un convegno dal titolo :"UN CANTIERE DELLA CULTURA LUNGO TUTTO L’ANNO: LE MOSTRE DEL MEETING" in programma LUNEDI' 20 AGOSTO alle ore 11.15 presso la Sala Mimosa B6 della fiera di Rimini.
Partecipano: Ermanno Benetti, Associazione Rivela di Verona; Eolo Bullo, Direttore Centro Culturale di Chioggia; Andrea Zucchi, Presidente Spazio Service. Introduce Carmelo Simone, Amministratore Delegato International Exhibition Service.

vai al programma della giornata

 

 

Maggio 2007. Anteprima mostre del Meeting 2007. >>

 

 

Giugno 2007. Via allo spot TV su Tele Arena

Nel mese di giugno 2007 per 15 giorni sarà messo in onda su Tela Arena lo Spot Tv sulle mostre itineranti 2007.Lo spot sarà visibile da metà a fine Giugno in 5 passaggi giornalieri durante i Telegiornali .

Giugno 2007. Via allo spot RADIO su Radio Verona

Per tutto il  mese di giugno 2007 i sarà trasmesso su Radio Verona lo Spot sulle mostre itineranti 2007.

 

 

 

23 Maggio 2007

RIVELA partecipa alla FIERA DELLE OPERE 2007 presso la FIERA DI VERONA il 30 Maggio 2007.

http://www.fieradelleopere.it/

 

 

 

01 Marzo 2007


Il libro del Meeting
 


A partire da questa primavera sarà disponibile il libro "La ragione esigenza di infinito", volume a cura di Giorgio Vittadini, Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà , ed edito da Mondadori Università (220 pag, 15 €).

"Attraverso la testimonianza di chi vi ha partecipato, il Meeting ha cominciato a scardinare una posizione che, rinunciando a un uso adeguato della ragione, diventa fatalismo, fideismo e inevitabilmente guerra. Così il Meeting è stato un luogo di incontro, di amicizia e di dialogo. Cioè di pace". Così si concludeva il comunicato stampa finale del Meeting 2006, "Scarceriamo la ragione". A tema dell'ultima edizione, infatti, era la ragione: una ragione aperta all'infinito, documentata da incontri, mostre, spettacoli, soprattutto dalla testimonianza degli oltre 3000 volontari. A pochi giorni dalla fine del Meeting, Benedetto XVI ha portato il tema della ragione al centro del dibattito internazionale, attraverso la grande lezione di Regensburg. Un'ulteriore conferma della necessità di liberare la ragione dalla gabbia che relativismo e nichilismo le hanno costruito attorno.

E' questa la premessa al volume "La ragione esigenza di infinito": il tentativo di rendere l'immenso patrimonio culturale, che il Meeting produce in una settimana, fruibile a tutti. Un'opera che prova a documentare, come scrive Emilia Guarnieri nella presentazione, "lo spessore e l'ampiezza con cui, in una calda settimana di fine agosto, a Rimini si è parlato di ragione". Selezionando gli incontri, chiedendo ad alcuni autori di riscrivere i loro interventi, si è cercato di mettere in evidenza il fil rouge che ha caratterizzato l' edizione 2006.

Il volume si presenta suddiviso in quattro sezioni: Ragione e Conoscenza, Ragione e Scienza, Ragione e Persona, Ragione e Società . Raccoglierà , tra le altre, le relazioni di Magdi Allam, George Atkinson, Franco Bassani, Pierluigi Bersani, Enrico Berti, Marco Bona Castellotti, Aldo Bonomi, Francesco Botturi, Giancarlo Cesana, Giorgio Israel, Franco Marini, Padre Sergio Massalongo, Edward Nelson, Javier Prades, Giovanni M. Pavarin, Edmund Pellegrino, Alberto Quadrio Curzio, Massimo Robberto, S. Em. Card. Christoph Schönborn, Said Shoaib, Farouq Wa'il, John Waters e Joseph Weiler.

La presentazione ufficiale del libro avverrà giovedì 29 marzo alle ore 17 presso il teatro Capranica, ed interverranno Franco Marini, presidente del Senato, il senatore Giulio Andreotti, Giorgio Israel, docente di Matematica all'Università La Sapienza, Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà , ed Enrico Maria Greco, Amministratore Delegato Mondadori Università .

Il volume, distribuito presso le librerie delle principali città italiane, tra cui ricordiamo Milano, Padova, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Messina, Sassari e tante altre, può essere acquistato anche on-line presso i siti: www.itacalibri.it, www.bol.it, www.ibs.it. Per ulteriori informazioni sulla distribuzione è possibile chiamare il numero 0541 783100, mandare una mail all'indirizzo meeting@meetingrimini.org.

Per scaricare l'elenco delle librerie dove è possibile trovare il libro, clicca qui.

 

 

 

21 Settembre 2006 

I TITOLI DELLE MOSTRE ITINERANTI 2007

Per il 2007 Rivela propone 3 mostre itineranti:

 “Con le nostre mani, ma con la tua forza. Le opere nella tradizione monastica benedettina” 

“In un popolo pieno di canti. I fratelli Pedrotti e la coralità alpina” 

Cézanne. L’espressione di quel che esiste è un compito infinito” 

 

Sarà inoltre proposta una quarta mostra che verrà esposta in alcuni ambiti particolari:

“La gloria di colui che tutto move. La felicità nel Paradiso di Dante”

Chi è interessato ad esporre le mostre può contattare Rivela a questo indirizzo mail: rivela@rivela.org

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26 Agosto 2006
Il titolo del meeting 2007 sarà: LA VERITA' E' IL DESTINO PER IL QUALE SIAMO STATI FATTI

Comunicato stampa conclusivo
del XXVII Meeting per l’amicizia tra i popoli

Scarceriamo la ragione

Tra gli oltre 120 incontri del Meeting 2006, uno era dedicato alla presentazione della prima edizione in lingua araba de Il senso religioso di don Giussani, il testo che sintetizza il suo pensiero, la sua proposta e le parole fondamentali della nostra tradizione occidentale. All’incontro hanno parlato il professore Wa’il Farouq, dell’Università de Il Cairo, e Said Shoaib, giornalista de Il Cairo.

Wa’il ha detto che «la ragione e il realismo sono due concetti centrali nel libro di don Giussani, che presenta due definizioni nuove di questi concetti», spiegando che la radice araba della parola “realismo” è “cadere dal cielo”: «Poiché gli eventi cadono dal cielo non c’è nessuna alternativa per l’uomo se non di rassegnarsi, e questa constatazione porta all’assenza della libertà dell’uomo nel rapporto con la realtà, che manca nella struttura della coscienza araba», che per questo rende “monco” il concetto di realismo. Quanto alla ragionevolezza, Wa’il ha detto che «nella lingua araba il significato centrale della parola ragione è “legare, incarcerare, chiudere dentro”. La mente e la ragione sono sempre state in eterno confronto con la religione fino ad arrivare all’accusa di apostasia dei fondamentalisti islamici nei confronti degli intellettuali». E ha concluso: «Questo libro non solo apre nuovi orizzonti al pensiero arabo, ma anche procede verso la creazione di un vero dialogo tra le culture, perché recuperando l’esperienza elementare l’umanità potrà trovare questo linguaggio comune con cui dialogare. Attraverso la vostra presenza avete fatto il primo passo verso l’altro».

La ragione è “incarcerata” anche in Occidente: ridotta a misura di tutte le cose, finisce nel relativismo - come ricorda sempre Benedetto XVI - e nel nichilismo, per cui sembra che non ci sia nulla per cui valga la pena di vivere. Al contrario, il Meeting di quest’anno ha mostrato – seguendo il carisma di don Giussani – che la ragione dell’uomo è una “finestra spalancata sulla realtà”. Il Meeting ha contribuito a “scarcerare” la ragione con gli incontri sulla scienza, la cultura, l’economia e la politica, le mostre e gli spettacoli. Attraverso la testimonianza di chi vi ha partecipato, il Meeting ha cominciato a scardinare una posizione che, rinunciando a un uso adeguato della ragione, diventa fatalismo, fideismo e inevitabilmente guerra. Così il Meeting è stato un luogo di incontro, di amicizia e di dialogo. Cioè di pace.

Il titolo del Meeting 2007, che si svolgerà a Rimini dal 19 al 25 agosto 2007, approfondirà ulteriormente questo ed è: «La verità è il destino per il quale siamo stati fatti».

Rimini, 26/08/2006

 

24 Agosto 2006
Rivela al  Meeting 

Giovedì 24 Agosto Rivela ha organizzato un viaggio al Meeting di Rimini per tutte le persone che partecipano alle mostre itineranti 2006.Una bella occasione per poter incontrare personalmente l'esperienza da cui nascono le mostre proposte da Rivela. 

03 Agosto 2006
Il Meeting in mostra



Saranno dodici le mostre della XXVII° edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli. Un linguaggio caro alla manifestazione riminese, quello delle esposizioni. Negli anni, sono oltre 400 le mostre organizzate dal Meeting, molte delle quali continuano poi ad essere esposte, in forma itinerante, in Italia e all’estero. Lo scorso anno, sono stati 103.660 le persone che, durante il Meeting, hanno scelto le 4935 visite guidate alle mostre, 300 i volontari che si alternano durante la settimana per illustrarle al pubblico..

Volta ad approfondire il tema del Meeting 2006, sarà la mostra dedicata a don Giussani dal titolo “Capitolo Decimo. Giussani. Al culmine della ragione” a cura di Riccardo Bonacina e Giuseppe Frangi. Sarà un percorso di tre filmati costruiti sull’impalcatura del decimo capitolo de Il senso religioso, uno dei testi fondamentali del Gius che affronta il tema della ragione. I brani del libro sono letti da Franco Branciaroli, su immagini e musiche tratte da opere di grandi artisti. Ogni quadro viene inframmezzato dalla lettura di testi della Bibbia e di autori amati da don Giussani (Leopardi, Ada Negri, Eliot, Rebora), che aiutano a rendere ragione del percorso e ad approfondirlo. Infine, tre quadri contengono altrettanti spezzoni tratti da conversazioni filmate di don Giussani.

“Le opere dell’esperienza benedettina, da cui è nato il lavoro, la civiltà moderna e la stessa democrazia occidentale”: saranno i Monaci del monastero della Cascinazza, presenti per la seconda volta al Meeting, insieme alla Fondazione per la Sussidiarietà, a raccontarle in una mostra dal titolo: “Con le nostre mani, ma con la tua forza. Le opere nella Tradizione monastica benedettina”. Che cos’è un’opera, come un’opera nasce in modo vero e come può conservare questa verità nel suo sviluppo nel tempo? Dalle opere benedettine a una riflessione sull’Europa di oggi.

Il tema della ragione e dell’infinito richiamano naturalmente alla scienza. “…A che tante facelle? La Via Lattea tra scienza, storia e arte” è il titolo della mostra a cura di Marco Bersanelli, Elio Sindoni, Mario Gargantini, Davide Maino e Nicola Sabatini. La domanda di Leopardi accompagnerà i visitatori attraverso le meraviglie della Via Lattea e delle sue rappresentazioni nella storia dei popoli, con l’ausilio di un planetario di 6 metri di diametro, che riprodurrà una vista della Via Lattea e del cielo stellato.

Il Meeting ha sempre dedicato attenzione e spazio alla rilettura della storia. Una mostra-reportage dal titolo “Budapest 1956. La Rivoluzione” ricorda i 50 anni dei drammatici avvenimenti ungheresi. Grazie agli scatti del fotografo Erich Lessing – ed a un incontro di presentazione cui parteciperà Giulio Andreotti – il ricordo di una rivoluzione sui generis: una rivoluzione popolare nata dal desiderio di sottrarsi alla soffocante oppressione sovietica, alla negazione delle libertà elementari, alla burocrazia opprimente. Ricordare questo fatto è anche far memoria di un popolo mosso da un ideale di libertà.

Ancora ad est, con la mostra dal titolo “Padre Aleksandr Men’. La ‹‹Legge›› di un uomo vivo. Testimone in Urss” a cura di Pavel Men’, fratello di Aleksandr, e Giovanna Parravicini. La storia del sacerdote ortodosso che visse tutta la sua vita sostenuto dalla certezza che la grandezza della ragione umana sta nell’imparare a scorgere le tracce di una Presenza, che sola può colmare la sete di felicità e di infinito dell’uomo. Grande evangelizzatore ed educatore di migliaia di cristiani, fu ucciso a Mosca nel 1990, in piena perestrojka Dalla storia all’arte, con l’esposizione curata da Marco Bona Castellotti: “Classica Majestas. Il ritorno all’antico da Arnolfo a Giotto”. Scopo della mostra è esaminare, a partire dalle opere di alcune tra le massime figure attive sulla scena delle arti fra Due e Trecento, il recupero della cultura figurativa classica nella tradizione medievale. In modo particolare, verranno presi in esame i casi paradigmatici di Nicola e Giovanni Pisano, di Arnolfo di Cambio, di Pietro Cavallini e di Giotto, oltre ai loro precedenti romani, con un cenno obbligatorio alle arti al tempo di Federico II.

< All’insegna del realismo, la mostra dedicata a un grande americano, “Edward Hopper”, che negli anni ’30 si pone davanti al quotidiano, per ricercarne il senso, con sguardo disincantato e malinconico. Focalizzando l’attenzione sulle opere principali dell’artista, la mostra, curata da Elena Pontiggia, illustrerà la poetica di Hopper, sottolineandone i legami con la filosofia (Emerson) e la poesia (Verlaine, Gothe, Frost). Nel medesimo tempo, si terrà come riferimento il panorama dell’America dei suoi anni, dal 1882 al 1967, con paralleli ed esempi nel campo della fotografia e del cinema.

“La sapienza e l’infinito. L’albero della vita nel mosaico di Otranto” ricostruisce con linguaggio didattico il prestigioso mosaico pavimentale della Cattedrale di Otranto, luogo di incontro della tradizione ebraica, bizantina, islamica con quella cristiana. La mostra consente di approfondire la conoscenza della cultura nel mondo medievale e gettar luce su uno dei simboli più controversi della storia dell’arte: l’albero della vita. Grande spazio alla musica con “Igor Stravinskij. Un maestro nel Novecento”. La mostra curata da Roberto Androni racconta la figura di Igor Stravinskij, il formidabile e carismatico maestro russo che attraversa il panorama musicale, artistico e culturale del Novecento. All’opera di questo homo viator saranno dedicate anche le rappresentazioni di “Histoire du soldat”.

Una mostra davvero nazionalpopolare è “In un popolo pieno di canti. I fratelli Pedrotti e la coralità alpina”: racconta la storia del coro alpino più famoso del mondo, la SAT, che celebrerà al Meeting il suo ottantesimo anniversario. La mostra descrive le vicende che hanno segnato la vita dei quattro fratelli Pedrotti, fotografi di professione e fondatori del Coro, e il grande successo della loro opera. Per celebrare la ricorrenza, il Coro si esibirà in concerto giovedì 24 agosto, insieme ai non professionisti che avranno partecipato allo stage programmato per il pomeriggio dello stesso giorno.

E’ un tema caro al Meeting, Dante e la sua Commedia. La mostra “La gloria di colui che tutto move. La felicità nel Paradiso di Dante” promuove la conoscenza di un’opera decisiva nel panorama letterario europeo e mondiale. Il cammino di Dante nel Paradiso, preludio alla visione finale di Dio, è la testimonianza di una esperienza possibile per l’uomo di tutti i tempi.

Va infine ricordata la mostra su “Toribo Alfonso De Mogrovejo (1538-1606): identità e multiculturalità in America Latina”. Un santo poco noto in Europa ma importantissimo, Toribo Alfonso De Mogrovejo, secondo vescovo di Lima alla fine del 1500. Una vita dedicata totalmente alla costruzione della chiesa cattolica il cui messaggio Totibio portava attraversando a piedi tutto il Perù. Un messaggio attualissimo, centrato sulla scommessa che la fede cristiana possa essere punto di incontro e di dialogo in un mondo multiculturale e multietnico.

 

 

MEETING DI RIMINI 2006

La ragione è esigenza di infinito e culmina nel sospiro e nel presentimento che questo infinito si manifesti

 

Il titolo della XXVII edizione del “Meeting per l’amicizia fra i popoli”, desunto da una conversazione di don Giussani con gli universitari nel 1992, pone a tema il rapporto tra ragione e infinito.

La ragione è esigenza di infinito in quanto è a essa connaturato il bisogno esistenziale dell’uomo di non limitare la propria visione della vita entro confini misurabili. Solo se la ragione, e tutte le facoltà che ne derivano, si spalanca verso qualcosa che non è “finito”, e pertanto non pretende di essere misura di tutte le cose, viene pienamente valorizzata e non mortificata la sua capacità di conoscere e di incidere nel tessuto della realtà. Ciò è garantito dal fatto che l’uomo, per sua natura, desidera e ha bisogno di protendersi verso qualcosa di infinitamente più grande di lui.

Al contrario, l’uomo che, con un atto libero, per una pavida volontà di autoconservazione o per un calcolo razionalmente distillato, non si apre all’infinito, riduce la portata della ragione, di cui è l’unico detentore, e nella presunzione autocelebrativa di essere capace di spiegare tutto al lume della ragione medesima, rifiuta di ammettere l’evidenza del fatto che l’infinito (l’assoluto o il mistero) permea la realtà intera. Per la sua ostinazione l’uomo finisce così col privare la ragione di una parte sostanziale della sua energia conoscitiva.

E’ quanto avviene con le deviazioni della ragione contemporanea, così come sono descritte dalla enciclica “Fides et Ratio”. Dallo scientismo, che «si rifiuta di ammettere come valide forme di conoscenza diverse da quelle che sono proprie delle scienze positive» allo storicismo, che definisce «la verità di una filosofia sulla base della sua adeguatezza ad un determinato periodo e ad un determinato compito storico», negando così «la validità perenne del vero». Fino ad arrivare al nichilismo, il cui oblio dell’essere «comporta inevitabilmente la perdita di contatto con la verità oggettiva e, conseguentemente, col fondamento su cui poggia la dignità dell'uomo».

Infatti, non riconoscendo alla ragione l’“inevitabile affermazione” dell’infinto - inevitabile perché necessaria all’affermazione della grandezza della natura umana - l’intelligenza si contrae, il razionalismo si frammenta in analisi minuziose; il respiro-sospiro, mezzo indispensabile per avvicinarsi sin dove è possibile a comprendere l’infinito mistero, rimane soffocato; la capacità di “presentimento”, nella quale consiste lo stadio più elevato dell’intelligenza, si dissolve in forme divinatorie, affini al presentimento ma svuotate, come la preveggenza o il pronostico, che non hanno pressoché nulla da spartire con la potenza di coinvolgimento esistenziale propria del presentimento.

Così anche l’esperienza della libertà viene sigillata in una misura asettica, mentre la libertà è come “un grande respiro, un vasto e profondo respiro” che prende consistenza anche “nel vivere gli spazi ristretti, poiché l’orizzonte dell’uomo nel rapporto con le cose è l’infinito” (Don Giussani). E il culmine dell’intelligenza umana consiste veramente nello sfondare, proiettandosi verso l’infinito mistero, anche gli spazi ristretti nei quali spesso l’uomo è costretto a vivere.

Solo così la ragione “culmina nel sospiro e nel presentimento che l’infinito si riveli”. Nel sospiro e nel presentimento che il mistero si riveli, l’intelligenza umana valica il proprio limite. Il sospiro è un modo di sentire le cose pieno di attesa, di desiderio e di commozione. Ma il sospiro non può che essere un desiderio velato di malinconia. Il sospiro è trafitto da “gemiti inesprimibili”.

Il presentimento è la facoltà positiva e liberamente impegnata di percepire che la realtà è un insieme di segni che rimandano ad altro; talvolta siamo in grado di scioglierli, ma spesso non ci è dato di farlo. Non per questo la ragione viene a soffrirne, purché si adatti a riconoscere che oltre la realtà “c’è altro”, di cui la realtà è il segno visibile.

TITOLI DELLA MOSTRE DEL MEETING 2006

 

Budapest 1956. La Rivoluzione

Reportage fotografico di Erich Lessing  20 Agosto 2006 - 26 Agosto 2006

 

Classica majestas. Il ritorno all'antico da Arnolfo a Giotto  20 Agosto 2006 - 26 Agosto 2006

 

Con le nostre mani, ma con la tua forza. Le opere nella Tradizione monastica benedettina  20 Agosto 2006 - 26 Agosto 2006

 

Edward Hopper  20 Agosto 2006 - 26 Agosto 2006

 

Igor Stravinsky. Un maestro nel Novecento  20 Agosto 2006 - 26 Agosto 2006

 

In un popolo pieno di canti. I fratelli Pedrotti e la coralità alpina  20 Agosto 2006 - 26 Agosto 2006

 

La gloria di Colui che tutto move. La felicità nel Paradiso di Dante  20 Agosto 2006 - 26 Agosto 2006

 

La sapienza e l'infinito. L'Albero della vita nel mosaico di Otranto  20 Agosto 2006 - 26 Agosto 2006

 

Padre Aleksandr Men', la "Legge" di un uomo vivo. Testimone in URSS  20 Agosto 2006 - 26 Agosto 2006

 

Toribio Alfonso de Mogrovejo (1538 - 1606): identità e multiculturalità in America Latina  20 Agosto 2006 - 26 Agosto 2006

 

“.. . A che tante facelle?” La Via Lattea tra scienza, storia e arte   20 Agosto 2006 - 26 Agosto 2006

 

 

 

LA ROSA BIANCA AL CINEMA DA FINE OTTOBRE  

(a cura di Sentieri del Cinema)

 www.sentieridelcinema.it  info@sentieridelcinema.it

La rosa bianca - Sophie Scholl     

(2005, Germania)  Sophie Scholl - Die Letzten Tage 117' 

di Marc Rothemund  

con Julia Jentsch, Florian Stetter 

Gli ultimi giorni della vita di Sophie Scholl, appartenente al gruppo di resistenza denominato La rosa bianca.

 

E’ un piccolo gioiello il terzo film del tedesco Marc Rothemund. Innanzitutto per una messinscena misuratissima e antiretorica difficile da ritrovare in molti film sulla resistenza ai fascismi. Essenziale, mai urlato, persino pudico nel mostrare col contagocce simboli e bandiere naziste, il film di Rothemund a tratti pare essere una tragedia filmata più che un film di finzione. Una tragedia filmica, del resto, con molti riferimenti cinematografici alle spalle ('La passione di Giovanna d’Arco' di Dreyer soprattutto) e altrettanti riferimenti alla grande tragedia classica. Perché Sophie è tanto vicina nello spirito e nelle parole, con quel richiamo alla coscienza più che al rispetto delle leggi dello Stato, all’Antigone sofoclea, l’eroina che come Sophie non abbandonò il fratello nel momento della morte. Una compagnia di sangue, una fede di sangue che è veramente il punto di forza del film: Sophie non smette mai di richiamare alla memoria i genitori per tutti i sei giorni di quella che è una vera e propria passione (“Ho ereditato il coraggio da mio padre – dice a un certo punto alla propria compagna di cella). Dopo la confessione dinnanzi all’ufficiale della Gestapo (confessione maturata solo dopo aver scoperto che anche il fratello aveva fatto altrettanto), Sophie ha in mente più i propri genitori che se stessa (“Che farete a loro ? Li metterete in carcere ?”). E ancora, la scena commovente dell’abbraccio tra i due fratelli School e Cristoph, il terzo condannato, prima della morte. Una testimonianza nella carne e nel sangue, un martirio, in grado di smuovere le montagne e di sciogliere i cuori più duri. Così, la figura più complessa e interessante è proprio quella dell’ufficiale della Gestapo, Mohr, che di fronte all’incontro durante l’interrogatorio con Sophie all’inizio si adira, poi vacilla, si lava le mani alla maniera di Pilato e infine, nella sequenza forse più intensa del film, si riscopre uomo e padre, tornando, gratuitamente, a vedere, per un’ultima volta quel volto sempre più inondato dalla Luce: Cristo attende e perdona tutti, anche l’ultimo degli assassini nazisti

 

 

 

RIVELA partecipa alla FIERA DELLE OPERE 2005 presso il palafiere di Riva del Garda il 29 Ottobre 2005.

 

 

 

I TITOLI DELLE MOSTRE ITINERANTI 2006

Nel 2006 Rivela propone 3 mostre provenienti dall'ultimo meeting di Rimini 2005. Due itineranti "La rosa bianca" e "il mistero della salvezza nei mosaici di San Marco" che da maggio ad ottobre percorreranno la provincia di Verona e una allestita nel centro di Verona ad Ottobre in collaborazione con Associazione Più sulla figura di Mozart.Per chi è interessato ad esporre le mostre può contattare Rivela a questo indirizzo mail: rivela@rivela.org

 

 

RIVELA al Meeting 2005

Martedì 23 Agosto Rivela è stata invitata a presentare la propria esperienza al Meeting di Rimini in occasione di un incontro promosso da Itaca libri sulle attività culturali più significative. All'interno dello stand di Meeting Mostre è stato esposto inoltre il materiale promozionale delle mostre itineranti 2005 della nostra associazione.

l'incontro di martedì 23 Agosto in sala Cedro

lo stand di meeting mostre 

 

27 Agosto 2005
La ragione è esigenza di infinito e culmina nel sospiro e nel presentimento che questo infinito si manifesti
Il titolo del Meeting 2006

Una sfida che non finisce

 

La XXVI edizione del Meeting di Rimini ha descritto la libertà non solo come diritto civile, ma quale capacità originaria dell’uomo di riconoscere il vero e di aderirvi.

Che l’uomo sia libero è un dato dell’esperienza, ma - nel contempo - è una sfida, perché oggi più forte che mai è la tentazione di negare la libertà, archiviando come oscurantiste le idee che la sostengono.

La crescente partecipazione al Meeting - quest’anno più di centocinquanta incontri, sedici mostre, quindici spettacoli - dimostra, invece, quanto sia viva e capace di apertura l’esperienza cristiana.

Il Meeting ha testimoniato che è vivissima, nella realtà, la percezione di un ordine non posto da noi; che è vivissima la presenza di uomini, credenti e non credenti, che - affermando questo - si sentono liberi e difendono appassionatamente la libertà di tutti; che è acuta l’esigenza di un’opera continua di educazione, genialmente avviata da don Giussani.

È vivissima, in definitiva, l’esigenza - soprattutto dei giovani, come dimostrato anche nella giornata della gioventù di Colonia - di imparare a usare la ragione, senza inutilmente opporla alla fede.

Così il titolo della prossima edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli sarà: “La ragione è esigenza di infinito e culmina nel sospiro e nel presentimento che questo infinito si manifesti”.

Nella prosecuzione del cammino della nostra manifestazione è certamente di grandissimo conforto e incoraggiamento il saluto che, proprio ieri, il Papa - nell’udienza concessa ai responsabili di Comunione e Liberazione - ha voluto rivolgere a tutto il popolo del Meeting, che di cuore lo ringrazia, con sempre più grande decisione a seguirlo e a servirlo.

 

 

 

le mostre del meeting 2005

 

La libertà è il bene più grande che i cieli abbiano donato agli uomini Parola sempre sotto il riflettore, da sempre interpretata, agognata o bestemmiata. Dono di Dio o pretesa di indipendenza da Lui. “Libertà” sarà il fil rouge della prossima edizione del Meeting di Rimini, in programma dal 21 al 27 agosto 2005. Una scheda per iniziare ad approfondire il tema 

Il titolo del 26° Meeting prende spunto da una frase che Don Chisciotte della Mancia pronuncia, senza retorica alcuna, riferendosi al suo scudiero Sancho Panza: «La libertà, Sancho, è uno dei doni più preziosi che i cieli abbiano concesso agli uomini: i tesori tutti che si trovano in terra o che stanno ricoperti dal mare non le si possono eguagliare: e per la libertà, come per l’onore, si può avventurare la vita». La critica letteraria si è soffermata sovente a valutare con quale spirito l’eroe dell’omonimo romanzo di Cervantes, uno dei massimi capolavori della letteratura moderna, abbia voluto usare la parola libertà; ma, qualunque ne sia l’interpretazione, in chiave laica o religiosa, non possiamo sottovalutare che quel “dono” viene attribuito da don Chisciotte ai “cieli” e i cieli, come è noto, nel mondo antico e specialmente nella cultura ebraica, sono sinonimo di Dio. Quello della libertà è da sempre uno dei grandi problemi dell’uomo. Esso corrisponde a un valore il cui contenuto è stato oggetto di mille riflessioni. Ma benché sembri immediato intuire il senso della parola libertà e il suo uso sembri facile e scontato, tanto l’applicazione nell’esperienza personale, quanto l’approfondimento teoretico del significato della libertà, hanno dato luogo a considerazioni contrastanti, per non dire violentemente contrapposte. Il valore della libertà viene conclamato innanzitutto in sede politica. In sede morale la mentalità moderna, ma non solo essa, ritiene che il trionfo della libertà coincida con la caduta di ogni vincolo, con la capacità data all’uomo di scegliere per ciò che istintivamente egli desidera. 

Ciò che si vuole

Quando lo scetticismo d’impronta nichilista non nega all’uomo la facoltà di essere libero, per l’uomo moderno essere libero significa fare ciò che si vuole. A riprova del fatto che la caduta dei vincoli e l’appagamento dei propri desideri non sono sufficienti a rendere né liberi, né felici, interviene l’esperienza stessa, la quale dimostra che la soddisfazione del desiderio non è mai totale, perché a ogni desiderio soddisfatto ne segue un altro e poi un altro ancora. Al contrario l’uomo sente ed è talvolta messo nelle condizioni di sperimentare che ciò a cui aspira è una misura infinita, qualcosa che vive in una dimensione non finita, alla quale può aprirsi, pur nella propria finitezza. Un esempio di uomo apparentemente libero è il superuomo di Nietzsche, il quale afferma: «Solo dove è vita è anche volontà: volontà di potenza». Ciò equivale ad affermare che l’uomo libero è colui che dà libero sfogo alla propria volontà di potenza (e di potere), un concetto sempre attuale e applicato, sia in campo politico che in campo economico. Ma per quanto potente possa essere la volontà del superuomo, anch’essa inevitabilmente si infrange contro una misura misurabile - lo si prova negli insuccessi -, e la sua libertà subito si compromette. 

Costruire se stessi

Il concetto di libertà proprio del positivismo liberale è simile a quello rinascimentale di Pico della Mirandola. Per Pico l’uomo libero è colui che costruisce se stesso. L’uomo è quello che si sa fare. Esaminiamo invece la posizione del cristiano. Anche per il cristiano la libertà è azione, è un rapporto attivo. È rapporto con Dio, attivo in quanto pieno di desiderio, di consapevolezza e di attesa; è un rapporto pervaso dalla sete inestinguibile di una domanda di rivelazione e porta a un Dio che il cristiano sa essere incommensurabile, senza misura. «Se l’uomo vuole essere libero da tutto ciò che lo circonda, se vuole essere libero da tutto ciò che esiste attorno a lui, deve essere dipendente da Dio. È la dipendenza da Dio la libertà dell’uomo» (don Giussani, Meeting 1983). La mentalità moderna ha il vizio di guardare con più o meno malevola sufficienza simile posizione, che il liberalismo considera, nel migliore dei casi, astratta e frutto della fantasia. Spesso succede che l’uomo che desidera aprirsi al Mistero di Dio - non all’infinito che si perde nell’aria, ma al Dio incarnato e che ha il volto di Cristo - venga preso per pazzo. Eppure, se riflettiamo, la condizione di libertà viene garantita all’uomo unicamente da un rapporto che, ultimamente, esorbiti dalla sua misura, vada oltre il suo limite. Un rapporto innanzitutto si fonda su di un legame, di cui l’uomo ha un bisogno vitale per non sentirsi solo; e poi a un legame che non sia sottoposto ai calcoli di un’economia umana. 

Una sfida paterna 

Dio sfida generosamente l’uomo, incitandolo a essere libero, nel modo più misterioso, e richiamandogli il dono più grande che gli abbia fatto. Lo sfida con paterna generosità, lasciandogli quest’ancora di salvezza: la libertà. Essa diviene per l’uomo sinonimo di liberazione, salvezza liberante, facoltà di oltrepassare la propria misurabile misura. Infatti è davanti a Dio che l’uomo può pregustare, anche se imperfettamente, la grandezza alla quale il cristianesimo lo ha chiamato e che un Salmo aveva anticipato: «Che cosa è l’uomo perché te ne curi?». Grandezza dell’uomo come effetto della sua valorizzazione totale, operata da Dio che si cura di lui. Non esiste né filosofia, né pensiero capaci, quanto il cristianesimo, di valorizzare l’uomo, del quale anche ogni atto negativo viene riscattato dalla azione liberante della misericordia.

 

 

 

RIVELA  presente alla Fiera delle Opere 2004. Fiera di Verona 2 Ottobre 2004. stand 112

 

 

 

La libertà è il bene più grande che i cieli abbiano donato agli uomini: è il titolo del 26° Meeting per l’amicizia tra i popoli, 21-27 agosto 2005.

28 Agosto 2004

Comunicato finale

Il Meeting finisce in un momento in cui si è tragicamente rinnovato l’odio omicida. Inoltre, la situazione - non solo italiana - è sempre più confusa e inquietante. Proprio per tale coscienza, da 25 anni dalla sua nascita, il Meeting ha voluto essere ciò che è: un gesto di amicizia reale, anche se arduo e a volte apparentemente impossibile, come è stato l’incontro tra i ministri degli esteri israeliano e palestinese.

Ma, come ha detto Giovanni Paolo II nel saluto al Meeting dopo l’Angelus di domenica 22 agosto, «Cristo è principio inesauribile di rinnovamento dell’uomo e del mondo». Questa è la meta. È vero che è inesauribile, quindi al di là delle nostre forze; però, è partecipabile proprio come amicizia. C’è guerra nel mondo e solo l’esperienza dell’amicizia è promessa di una pacificazione più grande.

Le migliaia di persone che hanno vissuto il Meeting lo sanno e la loro esperienza è speranza per tutti. É anche una responsabilità, che si chiama libertà.

 

28 Agosto 2004

Saluto conclusivo di Mons. Luigi Giussani 

Ringrazio la direzione del Meeting. Ognuno di noi ha la coscienza in questo momento di diventare fattore interessante, creatore di realtà presenti, di volontà di cambiamento. Non so se tutto il sacrificio dell’intervento, nel dialogo di questi giorni, è stato più bello o più capace di essere patrocinatore di una vivificata protensione alla vita, di appassionato amore al mistero dell’uomo, appassionato amore al disegno dell’uomo. Io lascio queste parole come le ultime che in questo momento possiamo ripetere: appassionato calore, appassionato affetto per quello che l’uomo può fare essere e centrare nella sua storia. Grazie a tutti e arrivederci all’anno venturo. Rimini, 28 Agosto 2004 

 

28 Agosto 2004

Messaggio di Mons. Luigi Giussani al Meeting 2004 

Saluto finale di Don Giussani letto da Emilia Guarnieri, presidente Associazione Meeting Rimini

Cari amici,

l’intervento del Papa racconta in modo sorprendente ed esemplare la fatica di un lavoro educativo sul popolo di Dio come un amore all’uomo, come preoccupazione di un genitore verso il proprio unico figlio. Un padre pronto ad intervenire in ogni dimostrazione sociale nella quale soltanto il disamore può favorire una disattenzione pericolosa nei suoi contrasti inevitabili, più o meno turbinosi, e a ricordare che nello svolgimento del tempo, in ogni suo momento, si rispetti il disegno di un Altro: come quello di un padre e di una madre verso un figlio.

Un disegno buono, come quello che tende a definire il lavoro supremo di una famiglia, o la costruzione di una realtà che sia umana dentro tutto il groviglio di questi faticosi e tormentati cambiamenti della storia.

Per questo non ci può essere obbedienza che mortifichi i faticosi e quindi pericolosi cambiamenti della storia, e questo solo se si riconosce l’esistenza di un paragone intelligente col disegno che accade, come un atto più acuto e potente di quello che è già accaduto, come giudizio sulle cose dato secondo un punto di vista uguale tra Dio e noi.

Santità, grazie perché l’emozione da Lei provocata dice ad ogni uomo riflessivo che non è inutile respirare e tendere ad una presenza.

Dalla sorgente di questo Meeting salutiamoci con tutta l’ampiezza del nostro cuore.

 don Luigi Giussani

 

© 2005 Associazione Rivela