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Nel
1311, Duccio di Boninsegna porta a compimento la grande tavola per l’altare
del Duomo di Siena: tutto il popolo accompagna la Maestà, in un
clima di grande festa, dalla bottega del pittore alla Cattedrale.
Nel capolavoro di Duccio, i senesi sentirono infatti espressa la
loro autocoscienza, quella per cui su ogni moneta veniva inciso Sena
vetus, civitas Virginis (Antica Siena, città della Vergine) o su
ogni documento veniva apposto il Sigillo della Repubblica: la
Madonna con il Bambino tra due angeli e l’epigrafe Salvet Virgo
Senam veteram, quam signat amenam (Conservi la Vergine l’antica
Siena che lei stessa rende bella). È la stessa sensibilità, nella
diversità della forma estetica, che anima la preghiera alla Madonna
che chiude la Commedia di Dante. La grande tavola - le cui
dimensioni erano imponenti, probabilmente circa cm.370x450 - era
dipinta su tutti e due i lati: il prospetto tutto dedicato a Maria,
il retro a Cristo. Oltre alla grande tavola centrale del prospetto,
nella predella, nel tergo e nel coronamento trovavano posto oltre 50
storiette. L’opera di Duccio è così il più grande ciclo di
storie di Gesù e Maria mai realizzato. La mostra intende far
conoscere al vasto pubblico del Meeting questo capolavoro della
pittura medioevale, ripercorrendo la storia della città e dell’artista
di cui fu suprema espressione e le vicende che, nei secoli, ne hanno
alterato la forma originaria.
CURATORI
DELLA MOSTRA: Bernocchi Silvia, Carlotti Mariella, Ganapini Maria
Silva, Gianni Alessandra
APPROFONDIMENTI
Testo
della presentazione al Meeting 2005. Presentazione
della mostra. Sono stati invitati: Mariella Carlotti,
Insegnante e curatrice della mostra; Roberto Guerrini,
Direttore Scientifico dell’Opera della Metropolitana di Siena; Antonio
Socci, Giornalista.
Scheda
tecnica della mostra
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