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I 250
anni che nel 2006 scoccheranno come grande anniversario della sua
nascita, stanno già mobilitando tutto il mondo musicale alla
riscoperta di Wolfgang Amadeus Mozart. Reincontrare Mozart oggi è
senz’altro un’occasione per riproporre bellissima musica con
un’alta probabilità di provocare sincero e facile godimento in
qualsiasi ascoltatore.
Ma
benchè l’universalità del suo successo sia un privilegio che -
in oltre venti secoli di storia della musica - pochissimi
compositori possono vantare, essa non è l’unico aspetto
straordinario che caratterizza questo musicista.
Come
ogni autentico fenomeno artistico, infatti, anche quello di Mozart
dimostra la propria grandezza imperitura nello spettacolare
“circolo virtuoso” cui tutti i fattori in gioco, tutti i punti
di osservazione, gli approcci analitici e gli scorci, anche
apparentemente più contraddittori, contribuiscono.
A
differenza di tanti altri fenomeni artistici, il “caso Mozart”
presenta una forza, una cogenza speciale proprio nelle sue
contraddizioni più acute, quelle che a prima vista sembrano
impedire che i conti tornino.
Solo
alcuni esempi: Come potè Mozart essere un così esemplare enfant
prodige e per altri versi figliol prodigo? Come possono convivere
in un’unica biografia gesta e decisioni da “pioniere della
libera professione musicale” insieme ad altre più tipiche di un
“mercenario del potere”? Qual è la cifra che ci consente di
comprendere una personalità così religiosa e allo stesso tempo
del tutto irriverente? Migliaia di tomi, libri, articoli, saggi
sono stati prodotti per rispondere ad alcune delle domande di cui
sopra.
Questa
mostra non ha la pretesa di una sintesi di tale scibile, né vuole
aggiungere il tassello di qualche nuova scoperta musicologica
sotto i riflettori dell’attenzione mondiale.
L’intenzione è invece favorire un incontro schietto con la
musica, il linguaggio, le vicende e la personalità di Mozart,
offrendo ai visitatori del Meeting uno spazio spassionatamente
didascalico, ma vivo e vivace.
Come
in una specie di “caccia al tesoro” suggerita implicitamente
dalla personalità stessa di Mozart, ci si può avventurare in un
breve percorso modulare e multi-direzionale, fruibile su livelli
di complessità diversi e stratificati. Tre ambienti audio-visuali
sono finalizzati ad orientarci riguardo a domande molto semplici,
ma talora destinate a risposte assai articolate, o talmente
profonde da porsi come virtualmente “inesaustibili”.
Tre
“stazioni informative” dove lo spazio solitamente riservato al
testo viene a ragion veduta sacrificato a vantaggio di numerose
piccole esemplificazioni sonore.
Infine, un quarto ambiente, a fungere da “cuore” pulsante
dell’intera struttura: luogo di incontro, scontro, laboratorio,
scambio e presentazione dal vivo di brevi contributi cameristici
proposti spontaneamente da musicisti giovani e meno giovani.
Ogni
giorno, in vari momenti della giornata, ci attendiamo ulteriori
conferme o smentite sull’utilità, la bellezza, la ricchezza, la
trascendenza e la vitalità che è ancora possibile incontrare
immergendosi nel lavoro di un “grande giovane” di 250 anni fa.
Mostra
curata da
Andreoni Roberto
Parola Enrico
Sala Stefano
Muto Walter
Milanesi Andrea
Rondena Giacomo
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