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Raffaello
e la divina armonia. Una finestra aperta sul Rinascimento
"meeting
per l'amicizia fra i popoli"di Rimini,
21 Agosto 2005 - 27 Agosto 2005
Raffaello
è uno dei più grandi protagonisti del rinascimento.
L’intento di questa mostra è di evidenziare come la sua
arte sia il risultato di una particolare concezione della
bellezza, nel suo classico equilibrio, nella sua
celebrazione ed esaltazione dell’armonia, e come, per tali
caratteri, egli sia il solo pittore che possa fregiarsi del
titolo di interprete del così detto momento classico del
Rinascimento.
Nato
a Urbino nel 1483, Raffaello inizia a lavorare al fianco del
padre, il pittore Giovanni Santi. Già intorno al 1500 il
giovane urbinate passa alla scuola di uno dei più celebri
maestri di quel momento: il Perugino, ed è con lui che
perfeziona la pratica del disegno, uno degli elementi
basilari della sua poetica e del suo stile.
Ma
ancora più significativo risulta, nella sua eclettica
formazione, quanto di nuovo poteva apprendere a Firenze, a
contatto diretto con le opere di Leonardo e di Michelangelo.
Durante
il soggiorno fiorentino il pittore urbinate si dimostra
attento a ridurre in una sintesi personalissima gli spunti
che gli potevano venire suggeriti tanto dai massimi
esponenti del rinnovamento rinascimentale, quanto dalla
tradizione.
Il
passaggio a Roma, avvenuto nel 1508, la nuova committenza
pontificia, la lungimiranza di un Papa mecenate e colto come
Giulio II della Rovere, l’immersione nell’atmosfera di
Roma, della sua storia e della sua arte antica, presa come
modello di un nuovo ideale di bellezza, produrranno su
Raffaello un cambiamento radicale.
È
infatti a Roma che egli diviene l’interprete di una
bellezza che è ad un tempo naturale e ideale, e proprio nel
rispetto dell’armonia, intesa come valore estetico ed
etico, perviene all’affermazione di una sintesi universale
di antichità classica e tradizione cristiana.
Celebra
tale sintesi in composizioni di grande e solenne respiro,
nelle quali la figura umana signoreggia lo spazio dove vive,
in posizione di assoluta centralità, ma non chiudendosi in
una dimensione puramente terrena.
Esaltata
da un canone di bellezza di derivazione classica – che
vediamo espresso nella purezza dei lineamenti, nella
nobiltà dei gesti, in una certa riflessiva pensosità delle
espressioni – la figura umana di Raffaello risplende anche
nell’evidenza “naturalistica” dei suoi caratteri
personali.
Così
che le immagini della Madonna col Bambino – modelli
imperituri per generazioni e generazioni di artisti –
vengono apprezzate per la loro religiosità e per la loro
naturalezza; i ritratti di personaggi illustri, pur
elevandosi al rango di tipi universali, non perdono i propri
più intensi connotati; gli episodi storici, emblemi di
avvenimenti ad alta intensità etica, vengono interpretati
da personaggi del passato, frammisti a personaggi
contemporanei.
L’antico
si combina con il moderno, l’ideale con il naturale, in
una visione grandiosa, nella quale l’armonia detta le
leggi a uno splendido ordine compositivo che è un po’ il
riflesso dell’ordine generale del creato.
Marco
Bona Castellotti
Mostra
curata da
Bona
Castellotti Marco
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