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Il monastero delle
isole Solovki, fondato verso la metà del sec. XV nell’estremo nord
della Russia, situato su un arcipelago nel mar Bianco, è uno dei
luoghi più significativi della storia del popolo russo. Il monastero
fu trasformato nel 1920 nel lager modello da Lenin, viene descritto
da Solzenicyn con le sue pagine più terribili e poetiche ne
“L’Arcipelago Gulag”. La mostra dedicata a questo luogo si articola
in due registri paralleli che s’intersecano tra loro: il lager e il
monastero, attraverso documentazioni fotografiche, rilievi
architettonici, scritti e testimonianze. Il filo rosso della mostra
è l’idea di santità come qualcosa che continua nel tempo assumendo
forme diverse, ma sempre testimoniando Cristo come la presenza che
trasfigura la vita: i monaci che riescono a creare nella terribile
natura del Nord un paradiso, i martiri che rendono presente Cristo e
umana la vita nell’inferno del lager.
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