POETI SOCIALI 2026
Poeti Sociali 2026: il successo della mostra e il valore dei giovani dell'Istituto Don Bosco
Si è conclusa con grande partecipazione la rassegna “Poeti Sociali 2026”, l'appuntamento promosso dalla Fondazione Toniolo e dalla Diocesi di Verona che dal 21 al 25 ottobre ha animato la città attorno al tema «Pace, volto dell'umano».
Tra i momenti significativi dell'iniziativa la presenza della mostra “…MA SONO VIVO. Voci dall’Ucraina”, allestita nel loggiato del Palazzo della Gran Guardia. L'esposizione — curata dalle Associazioni “Amici di Emmaus” e “Frontiere di Pace” e nata in occasione del Meeting per l’Amicizia fra i popoli 2025— ed è stata proposta in abbinamento ad un’altra mostra del Meeting dedicata ai martiri di Algeria.
A rendere l'esperienza ancora più significativa è stato il coinvolgimento degli studenti dell’Istituto Don Bosco di Verona. I ragazzi, formati con un progetto FSL/PCTO promosso dalla nostra Associazione Rivela, si sono messi in gioco in prima persona nel ruolo di guide della mostra, accompagnando i visitatori con preparazione lungo il percorso espositivo.
L'iniziativa ha rappresentato una bella occasione di collaborazione tra la nostra Associazione, la Fondazione Toniolo, la Diocesi di Verona e l'Istituto Don Bosco, confermando ancora una volta come la pace si costruisca innanzitutto attraverso l'educazione, il dialogo e il coinvolgimento attivo delle giovani generazioni.


La mostra racconta l’esperienza del popolo ucraino che vive quotidianamente la guerra, invitando all’immedesimazione che Papa Francesco chiedeva quando insisteva nel dire che dobbiamo “toccare la carne di chi soffre”. L’obiettivo è creare uno spazio per stare davanti alla realtà di ciò che accade alle persone e come lo vivono. Guardare la realtà è fondamentale per comprendere e per poter assumersi la propria responsabilità.
Attraverso le testimonianze dei protagonisti si aprono squarci sui temi del senso profondo della sofferenza umana, del male e di ciò per cui vale la pena dare la vita.
La mostra vuole essere testimonianza di vita: una sete di vita, di una vita che non finisca. Vivere è molto di più che sopravvivere.
I protagonisti mostrano tentativi di risposta in diversi ambiti: cultura, economia, società civile, volontariato, sostegno alle persone vulnerabili, impegno per i diritti umani, educazione. Si vedono uomini e donne che restano umani opponendo resistenza all’inferno, illuminando il valore della Croce come simbolo della vittoria sulla morte e fondamento della speranza.