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Titoli delle mostre 2020

Tutte le immagini portano scritto: «più in là»" E. Montale - "Maestrale"

Ogni fatto, ogni persona, ogni aspetto del reale sono un riverbero di qualcosa che sta oltre, sono un invito, una provocazione, una sollecitazione ad andare oltre, proprio perché “tutte le immagini portano scritto: “più in là!”. La realtà è, quindi, segno, rimando a qualcosa d’altro. Il “segno” è un rapporto, l’apparenza (ciò che ci appare) e la consistenza della realtà, cioè il suo significato. Le mostre che proponiamo per l’anno 2020 sono accomunate dall’evidenza che l’affronto della realtà con cuore aperto, con la domanda di significato, porta ad intuire e a percepire la presenza del Mistero, cioè a leggere la realtà come segno.

 

Il Cenacolo di Leonardo da Vinci. Dalle crepe la luce

La mostra “Il Cenacolo di Leonardo da Vinci. Dalle crepe la luce” ci fa cogliere come il desiderio che spinge Leonardo gli doni uno sguardo sul reale che lo rende capace di cogliere il macrocosmo nel microcosmo, il Mistero nel dettaglio. Punto centrale della mostra è L’Ultima Cena, dipinta nel refettorio di Santa Maria delle Grazie, il capolavoro del periodo milanese dell’artista. La scena del dipinto coglie la drammaticità dell’attimo in cui Gesù nel Vangelo di Giovanni pronuncia la frase: ”In verità vi dico uno di voi mi tradirà!”. In continuità alla tradizione domenicana Leonardo compenetra nel suo capolavoro il momento dell’istituzione dell’Eucarestia con quello del tradimento, mostrando il profondo rispetto di Dio nei confronti della libertà umana. Nel volto e nella postura di ogni apostolo vengono a maturazione gli studi di fisiognomica di Leonardo, è come se le caratteristiche dei vari apostoli riassumessero le fattezze dell’intera umanità.

 

 

Caspar David Friedrich. Un viandante su un mare di luce

Nella pittura di Friedrich (Friedrich: un viandante su un mare di luce) la natura è manifestazione del divino, perciò diviene essenziale la partecipazione commossa dell’uomo che coglie in essa una trascendenza, il senso dell’infinito, dell’assoluto e del mistero, scaturigine profonda di simboli, allegorie ed evocazioni.

 

 

 

C’è qualcuno che ascolta il mio grido? Giobbe e l’enigma della sofferenza

La Mostra su Giobbe (C’è qualcuno che ascolta il mio grido? Giobbe e l’enigma della sofferenza) ripropone il problema sempre attuale della sofferenza ripercorrendo la strada percorsa da Giobbe il quale come esito del suo cammino arriva a porre la domanda sul significato del dolore a Dio quasi sfidandolo. La risposta divina non è una spiegazione ma una presenza che si fa compagnia all’uomo di tutte le epoche, Cristo.

 

 

 

Takashi Paolo Nagai. Annuncio da Nagasaki

La Mostra su Takashi Paolo Nagai (Takashi Paolo Nagai, annuncio da Nagasaki), medico radiologo a Nagasaki prima e dopo la tragedia della bomba atomica, ci accompagna nel suo percorso personale che lo porta a scoprire il significato sacro in questo olocausto. Lui stesso diventa annuncio incontrabile di speranza e di pace, aiuta il suo popolo a ritrovare la bellezza della vita e quindi a ricostruire.